Martedì 26 febbraio alle ore 18, presso la sala conferenze del Museo Ebraico di via del Monte 7, 1° piano (g.c.), l’Associazione Onlus FUTURO DONNA, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Trieste, ha organizzato la conferenza del prof. Giorgio Levi su GIACOMO VIVANTE, CERAMISTA VENEZIANO DEL PRIMO NOVECENTO.

La conferenza è stata preceduta (ore 17,30) da una breve visita guidata alla mostra “Basta, qui siamo finiti!” 1938: le Leggi razziste a Trieste, allestita dallo stesso Museo Ebraico di Trieste.

Giorgio Levi è triestino di nascita e pisano di adozione. Professore ordinario di Informatica presso l’Università degli studi di Pisa fino al 2013, è collezionista e studioso di ceramica italiana del Novecento. Ha pubblicato una decina di volumi dedicati a manifatture toscane, Ezio Nesti e Bini & Carmignani di San Giovanni alla Vena, B.M.C. e Carraresi e Lucchesi di Sesto Fiorentino; il ceramista austriaco Leopold Anzengruber; l’influenza della secessione viennese sulla ceramica italiana. Ha curato una mostra su Ezio Nesti, a Vicopisano, una su B.M.C. e Carraresi e Lucchesi a Campli e Sesto Fiorentino e una sugli epigoni di Rometti a Umbertide. Ha anche curato una mostra di ceramica contemporanea, Bestiale, tenutasi a Napoli, Salerno e Pisa. È il fondatore della rivista scientifica Ceramica e Arti Decorative del Novecento.

Giacomo Vivante, appartenente a una importante famiglia di ebrei veneziani e poi triestini, è stato attivo come ceramista per circa dieci anni, dal 1902 al 1912, con una sua manifattura collocata a Murano nel palazzo Da Mula, sede di altre importanti industrie vetrarie. Benché ampiamente ignorato e sottovalutato dalla storiografia ufficiale, Vivante è uno dei maggiori artisti della ceramica liberty italiana, con una produzione influenzata da Galileo Chini, dall’art nouveau di origine franco-belga, e dalla sua versione più moderna scozzese e viennese. Ha collaborato con il suo maestro Cesare Laurenti alla realizzazione della più importante opera liberty veneta, la decorazione delle sale da pranzo dell’Hotel Storione di Padova oggi scomparse. È stato invitato a esporre alle Biennali di Venezia nel 1905 e 1909 insieme a Chini e a Powolny. Vivante ha avuto contatti con molti dei protagonisti del movimento di Ca’ Pesaro, come Napoleone Martinuzzi, Guido Cadorin e Vittorio Zecchin. La ricerca del professor Levi ha permesso di ritrovare e pubblicare opere di Vivante per la maggior parte finora sconosciute.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *