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Negli ultimi anni una realtà partenopea ha sviluppato un percorso che unisce formazione, selezione e inserimento lavorativo transnazionale. Fondata a Napoli nel 1998, la società ha ampliato progressivamente la propria presenza sul territorio italiano e internazionale, arrivando a ottenere risultati significativi pubblicati il 28 marzo 2026. Il modello combina l’azione della casa madre con una controllata dedicata alle attività oltre confine: l’obiettivo è trasferire in Italia profili richiesti dalle imprese, spesso introvabili sul mercato locale, offrendo al contempo condizioni contrattuali chiare e supporto logistico.
Nel 2026 il gruppo ha ottenuto numeri rilevanti: un fatturato di 193 milioni, una squadra composta da 200 dipendenti e l’inserimento di 13mila persone nel mondo del lavoro. Di queste, 3.500 erano lavoratori stranieri, provenienti da 82 Paesi, che rappresentano il 27% del totale dei soggetti formati e impiegati nello stesso anno. Questo bilancio testimonia una strategia che coniuga inclusione sociale e risposta concreta ai bisogni del tessuto produttivo italiano.
Un modello di reclutamento internazionale
La controllata dedicata alle attività estere, chiamata Generazione Senza Frontiere, coordina interventi di formazione direttamente nei Paesi di provenienza dei candidati, con programmi che includono anche l’apprendimento della lingua italiana. Tra il 2026 e il 2026 è stato sviluppato un progetto significativo con lo Sri Lanka: circa sessanta giovani hanno seguito un percorso formativo di 100 ore e sono poi arrivati in Italia già con un contratto di lavoro e con l’alloggio assicurato. La metodologia punta a ridurre le barriere informative e logistiche, consentendo alle imprese italiane di accedere a manodopera qualificata nei settori della saldatura, carpenteria e falegnameria.
Paesi coinvolti e partnership
Oltre allo Sri Lanka, le iniziative si estendono a numerosi Paesi: Bielorussia, Bolivia, Kosovo, Iran, Ghana, Marocco, Pakistan, Romania e Bangladesh, quest’ultimo segnalato come il primo per numero di inserimenti. Spesso i progetti vengono realizzati in collaborazione con enti formativi locali, come l’Istituto Don Bosco, accreditato per attività didattiche e professionali. La strategia estera è pensata per fornire alle imprese italiane candidati già pronti all’ingresso, riducendo i tempi di avviamento e migliorando l’efficacia delle assunzioni.
I numeri del gruppo e la distribuzione territoriale
I dati del 2026 riflettono la crescita della società: con 35 filiali in Italia e un’organizzazione capace di gestire immissioni al lavoro su larga scala, il gruppo ha allocato le risorse umane in modo bilanciato sul territorio. I lavoratori formati all’estero sono stati collocati per il 44% in imprese del Centro-Sud e per il 56% al Nord, una distribuzione che rispecchia la domanda produttiva nazionale. Il modello di somministrazione di lavoro adottato permette di rispondere con flessibilità alle esigenze delle aziende, specie in settori tecnici dove la carenza di profili specializzati è più acuta a causa del calo demografico.
Bilancio 2026 e struttura operativa
Il risultato economico di 193 milioni nel 2026 e un organico di 200 dipendenti sono indicatori della solidità raggiunta. La capacità di collocare 13mila persone testimonia un’efficace rete commerciale e operativa, che integra attività di formazione, selezione e gestione contrattuale. Questo approccio integrato trasforma l’inclusione da valore etico in vantaggio competitivo: aziende con necessità tecniche trovano risposte più rapide e complete rispetto al passato.
La nuova Divisione Talenti: trattenere e attrarre competenze
Per affrontare la sfida della perdita di capitale umano e migliorare il dialogo tra giovani e imprese, è stata inaugurata una nuova Divisione Talenti con sede a Milano. Questa unità è dedicata alla ricerca di profili con competenze più elevate rispetto a quelli tecnici tradizionali, favorendo l’incontro tra imprese di medie dimensioni e giovani qualificati che spesso non valutano adeguatamente le opportunità sul territorio nazionale. L’obiettivo dichiarato è frenare la fuga dei cervelli offrendo percorsi di carriera e forme di inserimento che valorizzino le competenze emergenti.
Secondo la direzione, esiste ancora un’asimmetria informativa: molte aziende non riescono a comunicare le proprie opportunità ai giovani, mentre i candidati non percepiscono appieno gli spazi di crescita nelle imprese italiane, soprattutto nel Sud. La Divisione Talenti lavora su selezione mirata, percorsi di formazione specialistica e canali di comunicazione diretta, rendendo più semplice per le PMI accedere a profili avanzati grazie al supporto di un’agenzia che conosce il mercato e i bisogni reali delle imprese.

