Bollywood a Roma: danza, Ayurveda e empowerment femminile

Un itinerario tra coreografie, pratiche ayurvediche e percorsi di bellezza emotiva che mette la danza al centro del benessere

Ogni anno Ambili Abraham organizza una giornata che va oltre la semplice esibizione: è un laboratorio di condivisione culturale e di cura personale. Fondatrice di ASDC Bollywood Dancers Italy, Ambili progetta un incontro che mescoli l’energia della danza Bollywood con strumenti di benessere per il corpo e la mente, replicando un ponte tra India e Italia. L’intento non è solo coreografico, ma anche sociale: offrire a chi partecipa, donne di diverse età e provenienze, un’occasione per ritrovare consapevolezza di sé e creare reti di supporto.

La manifestazione, realizzata sotto il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma Capitale e con il supporto dell’ambasciata dell’India, si svolge tradizionalmente il 30 aprile per celebrare la Giornata internazionale della danza. Sullo sfondo istituzionale, Ambili punta all’inclusione: nelle sue lezioni si alternano adolescenti e settantenni, principianti e veterane, e ognuna porta con sé storie personali che vengono accolte grazie a esercizi che coniugano divertimento e benessere psicofisico.

Bollywood come pratica di benessere

La giornata dedica spazio a lezioni, performance e momenti formativi per spiegare perché la danza sia anche uno strumento di salute. Ambili descrive il ballo come un modo per riappropriarsi della propria forza interiore: il movimento diventa veicolo di rilascio dello stress e di rinforzo dell’autostima. Con la formula partecipativa scelta, l’evento abbraccia persone con livelli differenti di esperienza, rendendo la pratica accessibile a chiunque voglia sperimentare gli effetti ristoratori del ritmo e della socialità. L’atmosfera combina colori, musica e un senso di comunità che supera barriere linguistiche e culturali.

Emotional make-up: il trucco che racconta

All’interno della proposta culturale si inserisce anche il percorso di Emotional Make-up condotto da Valentina Montalto, che interpreta il trucco come strumento di valorizzazione personale. Con un approccio su misura ai trattamenti di skincare e al maquillage, Valentina sottolinea come il make-up possa essere un mezzo per esprimere la propria identità e rinforzare la fiducia in sé, non un codice unico valido per tutte. L’obiettivo è accompagnare ciascuna partecipante a guardarsi con occhi nuovi, promuovendo l’idea che la cura estetica parli anche di salute emotiva e autostima.

Percorsi urbani e memoria collettiva

La giornata non resta confinata in una sala: propone un itinerario per le vie di Roma che unisce archeologia, arte e movimento. Guidate dall’archeologa Emanuela Sarracino, le partecipanti hanno seguito un tracciato che attraversa Via Veneto, Piazza Barberini, Via Quattro Fontane, Via Cavour fino ai Fori Imperiali e al Colosseo, per concludersi nel Roseto comunale. Durante la camminata, le guide hanno fornito spiegazioni storiche tramite cuffie wireless; così la città stessa diventa palcoscenico e materia prima per riflettere su come culture diverse si incontrino nello spazio urbano. Il reportage fotografico ha catturato momenti intimi e collettivi, ritratti di donne sorridenti in sari e abiti moderni.

Voci dal gruppo

Le storie personali raccontate durante il percorso mostrano risultati concreti del lavoro di Ambili: Revathi, 17 anni e adottata dall’India, trova nella danza un legame con le sue radici e nuove amicizie; Liji, infermiera arrivata dal Kerala nel 1993, ha scoperto grazie alle lezioni una nuova fiducia in sé; Alessia, 21 anni, nata a Roma da genitori indiani, vive la pratica come sintesi di due culture. Questi racconti evidenziano come la danza possa essere anche uno strumento di integrazione e scambio intergenerazionale, capace di tessere relazioni oltre le differenze.

Ayurveda e ritmo interno

Nel programma è previsto un approfondimento sulla medicina tradizionale indiana con la dottoressa Nancy Joseph Myladoor, che ha illustrato i principi di Ayurveda e le modalità di integrazione con la medicina moderna. Spiegati come una pratica preventiva e di stile di vita, i concetti di Vata, Pitta e Kapha sono stati messi in relazione con la gestione dello stress e l’armonia mente-corpo. La dottoressa ha evidenziato il potente effetto della danza sul sistema nervoso: il movimento stimola la produzione di ormoni come dopamina e serotonina, favorendo immediati effetti positivi sull’umore e sul benessere.

A conclusione della giornata Ambili si mostra soddisfatta: il suo obiettivo di creare un momento di scambio tra comunità è tangibile quando giovani e meno giovani si prestano saris e abiti tradizionali, partecipando con gioia. Quella che nasce come festa di danza si trasforma in un piccolo esperimento sociale, capace di aprire dialoghi e avviare percorsi di inclusione. Testo di Nadia Luminati. Foto di Alessandro Guarino. 3 maggio 2026.

Scritto da Martina Colombo

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