Come rafforzare l’autostima in adolescenza: la lezione di Stefano Rossi alla Perotto

Uno spazio partecipato dove teoria e storie si traducono in una vera cassetta degli attrezzi emotiva per ragazze e ragazzi della Perotto

L’iniziativa proposta alla scuola secondaria Perotto ha messo al centro il tema della autostima attraverso un dialogo aperto con lo psicopedagogista Stefano Rossi. Il teatro comunale L. Dalla è diventato un luogo di confronto, non una lezione frontale, ma un laboratorio in cui gli studenti hanno potuto esplorare paure e risorse. Rossi ha preso spunto dal suo libro per guidare i partecipanti verso una maggiore consapevolezza delle dinamiche interne che ostacolano il benessere.

L’approccio scelto ha privilegiato la partecipazione: storie, esempi tratti dallo sport e brevi esercizi hanno aiutato a tradurre concetti teorici in pratiche quotidiane. L’obiettivo dichiarato era consegnare ai ragazzi e alle ragazze una cassetta degli attrezzi emotiva, cioè strumenti concreti per affrontare insicurezze, pressioni e relazioni. Nel corso dell’incontro sono emerse riflessioni profonde sulla vulnerabilità adolescenziale e sulle strategie per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.

Autostima e il nemico interno

Una parte centrale della conversazione ha riguardato il cosiddetto bullo interiore, definito come quella voce critica che insiste sui difetti personali e alimenta l’ansia da prestazione. Rafforzare la autostima significa prima di tutto riconoscere e dialogare con questa voce, imparando a metterla in prospettiva. Rossi ha proposto tecniche di intelligenza emotiva per ridurre il peso delle aspettative esterne, insegnando ai ragazzi come identificare i pensieri disfunzionali e riformularli in modo più utile e realistico.

Tre pratiche per il dialogo interno

Tra gli esercizi suggeriti: il monitoraggio dei pensieri automatici, la pratica del respiro per regolare l’ansia e la scrittura riflessiva per esplorare emozioni complesse. Queste attività sono state presentate come piccoli attrezzi che, usati con costanza, aiutano a costruire una base solida di autostima. L’idea sottostante è che la gestione delle emozioni non sia un privilegio, ma una competenza allenabile e trasferibile nelle relazioni scolastiche e familiari.

I “7 volti del coraggio” e le storie come specchio

Un elemento dinamico dell’incontro è stata l’introduzione dei “7 volti del coraggio”, una mappa di atteggiamenti pratici per affrontare le sfide quotidiane. Ogni volto rappresenta una capacità diversa, dal riconoscere la fragilità al sostenere le proprie convinzioni in situazioni difficili. Rossi ha utilizzato racconti di fantasia e vicende legate allo sport per rendere le idee più accessibili: le storie funzionano come uno specchio emotivo in cui gli studenti possono riconoscersi senza sentirsi giudicati.

Il coraggio di mostrarsi fragili

Uno dei volti privilegia il coraggio di accogliere le lacrime e la fragilità come parte del percorso di crescita. In aula si è lavorato sul concetto che mostrare emozioni non è debolezza, ma segno di autenticità. Collettivamente, questa prospettiva aiuta a ridurre lo stigma legato al fallimento e al rifiuto sociale, favorendo relazioni più autentiche e il consolidamento di una mente critica capace di distinguere tra pressioni esterne e bisogni reali.

Un percorso scolastico più ampio

L’incontro con Rossi è stato inserito in un progetto di educazione sentimentale promosso dalla scuola Perotto, pensato per intercettare segnali di disagio e promuovere legami affettivi sani. Attraverso eventi come questo, la comunità educativa costruisce strumenti per prevenire il malessere e sostenere gli studenti nel loro sviluppo. Il carattere partecipativo dell’incontro ha inoltre rafforzato il ruolo della scuola come spazio di ascolto e formazione emotiva.

Al termine della giornata sono stati espressi ringraziamenti formali: alla dirigente scolastica prof.ssa Elisa Catta per il sostegno organizzativo, alla Cartolibreria Francesco Tuppi per la collaborazione, alla Bottega degli Apocrifi per l’accoglienza e, non meno importante, alle famiglie che partecipano con fiducia al percorso educativo. L’evento è stato curato dalle referenti della biblioteca scolastica: prof.ssa L. Del Vecchio, prof.ssa F. Gravina e prof.ssa E. Petrangelo, che hanno coordinato gli aspetti didattici e logistici.

Scritto da Paolo Damiani

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