Il 2 ottobre, giorno dedicato ai nonni è l’occasione per riflettere su come il rapporto con i nipoti influisca su salute, memoria e, in modo più sorprendente, anche sul linguaggio. Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a raccogliere dati su questa relazione, ma le scoperte più recenti mostrano che il legame è più complesso di quanto si immaginasse.
Un’indagine pubblicata su Psychology and Ageing ha analizzato più di 1.700 persone di età pari o superiore a 50 anni, distinguendo tra chi svolgeva attività di cura per i nipoti e chi, pur essendo nonno, non partecipava a queste responsabilità. I dati provengono da tre ondate dell’English Longitudinal Study of Ageing (ELSA) e permettono di osservare l’andamento cognitivo nel tempo.
Cura dei nipoti e funzioni cognitive dei nonni: i risultati dello studio
Miglioramenti nella memoria episodica e nella fluidità verbale
I soggetti impegnati nella cura dei nipoti hanno ottenuto punteggi più alti nei test di memoria episodica e nella fluidità verbale rispetto ai loro coetanei con profili similari ma senza l’impegno di caregiver. Questo vantaggio non è emerso come una regola assoluta: l’intensità dell’attività quotidiana non ha mostrato una correlazione lineare con le prestazioni cognitive, indicando che non basta aumentare le ore passate con i bambini per ottenere benefici più marcati.
Il ruolo del genere e la velocità del declino cognitivo
Un dettaglio particolarmente rilevante riguarda le donne: le nonne caregiver hanno evidenziato un declino cognitivo più lento rispetto alle nonne non coinvolte. Negli uomini, l’effetto è risultato meno pronunciato. Gli autori sottolineano che lo studio è osservazionale, quindi la relazione può essere bidirezionale: chi parte da una base cognitiva più solida potrebbe sentirsi più incline ad assumere compiti di assistenza.
Cinque domande che trasformano la Festa dei nonni in un tesoro di ricordi
Indipendentemente dagli effetti scientifici, la Festa dei nonni offre un’opportunità concreta per stimolare la mente attraverso la conversazione. Porre domande aperte permette di attivare la memoria a lungo termine e di creare legami emotivi duraturi. Ecco un piccolo repertorio di interrogativi che può trasformare un semplice scambio in una vera e propria archivio familiare:
- Qual è il ricordo più luminoso della tua infanzia?
- Come hai incontrato la tua compagna di vita?
- Qual è la lezione più importante che la vita ti ha insegnato?
- Esiste una storia di famiglia che desideri fosse tramandata?
- Cosa vorresti che ricordassimo di te tra trent’anni?
Registrare le risposte con uno smartphone o annotarle su carta crea un patrimonio di narrazioni che, con il tempo, diventa una risorsa preziosa per le nuove generazioni. Inoltre, chiedere anche al futuro rompe la routine del racconto storico e invita il nonno a condividere valori e desideri, aggiungendo una dimensione motivazionale alla conversazione.
Perché in italiano usiamo lo stesso termine per nipote di nonno e di zio
Un altro aspetto curioso della festa riguarda la lingua: in italiano la parola nipote indica sia il figlio del proprio figlio sia il figlio del fratello o della sorella. Questo fenomeno è raro in Europa, dove lingue come l’inglese, il francese, lo spagnolo o il tedesco distinguono chiaramente i due ruoli con termini differenti.
L’origine risale al latino nepos che in epoca classica designava esclusivamente il discendente in linea retta. Con l’avvento del latino volgare, il significato si è ampliato includendo anche i discendenti collaterali, un cambiamento che è stato trasmesso alle lingue romanze. L’italiano, per via della sua continuità geografica e culturale, ha mantenuto questa sovrapposizione, mentre altre lingue hanno creato nuove parole per eliminare l’ambiguità.
Curiosamente, da nepos deriva anche il termine nepotismo che nella storia rinascimentale indicava la pratica di favorire parenti (spesso indicati genericamente come “nipoti”) nell’assegnazione di cariche e privilegi. Quindi, la stessa radice che oggi descrive il legame affettivo tra nonni e nipoti ha avuto un ruolo decisivo anche nella politica.



