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Il fenomeno del cyberbullismo rappresenta una realtà allarmante che colpisce molti ragazzi tra gli undici e i quindici anni. Per affrontare questa problematica, è stato lanciato il progetto Educatamente 2.0, con l’intento di formare operatori sanitari, insegnanti e genitori, utilizzando anche la tecnologia della realtà virtuale come strumento educativo. Questa iniziativa è stata presentata in occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, il 7 febbraio.
Obiettivi e collaborazioni del progetto
Il progetto Educatamente 2.0 è avviato grazie alla collaborazione tra la ASL Roma 1, l’Istituto Superiore di Sanità e il Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma. L’obiettivo principale è formare un numero significativo di professionisti, puntando a raggiungere almeno 5.000 operatori. Questa formazione mira a fornire strumenti pratici per identificare precocemente i comportamenti problematici legati al bullismo online.
Formazione degli operatori e sensibilizzazione delle famiglie
Le iniziative formative includeranno corsi di formazione a distanza e webinar tematici, rivolti a genitori e insegnanti. Come sottolineato da Adele Minutillo, del Centro Nazionale Dipendenze e Doping, è fondamentale promuovere il benessere digitale e la consapevolezza riguardo all’uso delle tecnologie. Inoltre, è cruciale lavorare con entrambe le parti coinvolte, ossia le vittime e gli autori degli atti di bullismo, per modificare la cultura che circonda questi comportamenti.
Utilizzo della realtà virtuale come strumento educativo
La realtà virtuale si configura come un metodo innovativo e potente per la formazione. Secondo Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia, questa tecnologia permette di vivere esperienze immersive che aiutano a comprendere meglio le emozioni delle vittime di cyberbullismo. Grazie a scenari ricostruiti con l’aiuto della Polizia Postale, i ragazzi possono esplorare situazioni reali e discutere le conseguenze delle loro azioni in un ambiente sicuro.
Sperimentazione nelle scuole
Dal prossimo anno scolastico, il progetto prevede interventi nelle scuole secondarie del distretto della ASL Roma 1. Utilizzando visori di realtà virtuale, gli studenti saranno immersi in esperienze che simulano episodi di cyberbullismo. Questi interventi non solo mirano a sensibilizzare, ma anche a fornire un’opportunità di riflessione e discussione sulle dinamiche relazionali online. La dottoressa Emanuela Mari ha evidenziato come queste attività possano trasformare esperienze traumatiche in momenti di crescita e consapevolezza.
Il messaggio finale: chiedere aiuto è fondamentale
Un video presentato all’inizio del convegno ha messo in luce l’importanza di non sottovalutare i danni psicologici causati dal cyberbullismo. I messaggi offensivi e le intimidazioni possono avere effetti devastanti, paragonabili a ferite fisiche. La richiesta di aiuto, lungi dall’essere vista come un segno di debolezza, è invece un atto di grande coraggio. In questo contesto, il video realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Associazione Paolo Ettorre – Socially Correct enfatizza come le parole possano avere un impatto duraturo e come sia essenziale cercare supporto.

