Il 10 e l’11 ottobre 2026 la città veneta diventa uno dei tre poli su cui si svolge il Festival della Psicologia 2026. Organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Veneto, l’evento riunisce più di quaranta relatori in ventitré appuntamenti completamente gratuiti, aperti a tutti i cittadini. Il tema conduttore, “La psicologia delle relazioni che ci attraversano” invita a riflettere su come i legami personali, collettivi e ambientali modellino l’esperienza quotidiana.
Un format multicipale: Verona, Padova e Treviso in simultanea
Per la prima volta nella storia del festival, tre città – Verona, Padova e Treviso – ospitano simultaneamente la stessa programmazione, creando un vero spazio pubblico di confronto. A Padova, nell’Aula Nievo dell’Università, il capitolo “Io” si concentra su identità, corpo, mente e sul rapporto emergente con l’intelligenza artificiale. A Treviso, nel Museo Luigi Bailo, il focus “Noi” approfondisce amicizie, famiglia, dinamiche di lavoro e tematiche come stereotipi di genere o violenza domestica. Verona, infine, rappresenta il terzo pilastro: il capitolo “Mondo”.
Le sedi veronesi
Gli incontri veronesi si svolgeranno in tre luoghi di rilevanza culturale: il Polo Santa Marta dell’Università di Verona, la Biblioteca civica e il Museo di Castelvecchio. Questa scelta vuole enfatizzare il legame tra psicologia e contesto urbano, rendendo il dibattito accessibile a un pubblico eterogeneo.
Il percorso “Mondo”: relazioni con ambiente, crisi e collettività
Il filo conduttore del programma veronese è la parola “Mondo”. Gli esperti esploreranno come guerre, emergenze climatiche, alluvioni o terremoti possano penetrare nelle vite individuali, generando paura, rabbia o senso di isolamento. Domande come “Perché ci si sente soli anche in mezzo alla folla?” o “Che ruolo hanno gli algoritmi nelle amicizie moderne?” saranno affrontate da psicologi, sociologi e professionisti della protezione civile. Si parlerà inoltre dell’impatto psicologico di decisioni collettive in tempi di crisi, offrendo strumenti pratici per gestire lo stress collettivo.
Temi concreti trattati a Verona
Tra gli argomenti previsti: la percezione della sicurezza in una comunità colpita da un’alluvione, le dinamiche di solidarietà durante un conflitto armato, e il rapporto con il cambio climatico come fattore di stress cronico. Alcuni interventi saranno dedicati all’analisi delle emozioni che nascono quando le notizie di guerra entrano nei feed dei social, alimentando tensioni interpersonali. Altri, invece, indagheranno come le pratiche di ricostruzione urbana possano favorire il senso di appartenenza e la resilienza psicologica.
Chiusura teatrale: “Io, noi, il mostro”
La manifestazione si concluderà domenica sera con uno spettacolo che fonde psicologia e teatro. Roberta Guzzardi, alla guida della Compagnia Nazionale di Improvvisazione, presenterà “Io, noi, il mostro”, un percorso scenico che mette in scena i limiti personali e le paure che, paradossalmente, ci spingono a stare “nel mondo”. L’opera intende stimolare il pubblico a riconoscere i propri “mostri interiori” e a riflettere su come essi influenzino le relazioni sociali. A Padova, la serata finale sarà impreziosita da Andrea Pennacchi, che introdurrà lo spettacolo “Una casa molto carina”.
L’intera rassegna, dalla mattina delle 10 alle 18 di entrambi i giorni, è gratuita e aperta a chiunque desideri approfondire il ruolo della psicologia nelle sfide contemporanee. L’obiettivo dichiarato dal presidente dell’Ordine, Luca Pezzullo, è “portare la psicologia là dove accade la vita”, facendo sì che le discipline accademiche trovino una voce diretta nella quotidianità dei cittadini.



