Per gran parte della sua vita, Tina Lacy ha vissuto sotto l’egida del cardio. Dal campo di atletica delle superiori alle lezioni di aerobica post-universitarie, fino a ore trascorse su tapis roulant ed ellittiche, l’attività aerobica era la sua zona di comfort. Sollevava pesi leggeri solo occasionalmente, sapendo che la resistenza muscolare era importante, ma la considerava secondaria rispetto alla corsa.
Il punto di svolta a 57 anni: il primo incontro con il trainer
Nel corso dell’estate, quando ha compiuto 57 anni, Tina ha deciso di accettare la proposta di un trainer locale, un uomo che la conosceva dal piccolo centro fitness dove si allenava da anni. Hanno iniziato con due sedute a settimana alternando pesi liberi e macchine, concentrandosi su gruppi muscolari specifici – glutei, femorali, schiena e spalle. Durante queste sessioni ha appreso il concetto di progressive overload ovvero l’incremento graduale di carico, volume o intensità per stimolare la crescita muscolare. Parallelamente ha iniziato a monitorare le macro-nutrienti aumentando proteine e carboidrati per sostenere il recupero e l’ipertrofia.
Dalla coppia di sessioni alla routine completa: l’evoluzione del programma
Dopo qualche settimana, Tina ha sperimentato una prima evidenza di definizione nei glutei e nelle braccia, il che l’ha spinta a raddoppiare le sessioni a quattro volte a settimana. Quando il trainer si è trasferito all’inizio del 2025, dopo più di otto anni di collaborazione, Tina ha colto l’occasione per passare all’autonomia, iscrivendosi a un corso di personal training e iniziando a condividere i suoi allenamenti su Instagram. Oggi la sua routine prevede sei giorni di allenamento nella palestra domestica, con la seguente suddivisione:
Sunday – Lower body
Monday – Riposo
Tuesday – Spalle
Wednesday – Glutei
Thursday – Petto e braccia
Friday – Schiena
Saturday – Spalle. Ogni sessione comprende cinque-sei esercizi, tre serie da 10-15 ripetizioni, con una scelta di manubri, bilancieri e cavi. Un esercizio per il core (sollevamenti delle gambe, sit-up pesati o twist russi) è inserito in ogni allenamento. Ha eliminato il cardio tradizionale, sostituendolo con una camminata quotidiana di 10.000-12.000 passi e 30 minuti di stretching da tre a quattro volte a settimana per preservare mobilità e flessibilità.
I risultati concreti e i consigli chiave
Il cambiamento ha avuto ripercussioni pratiche: Tina ora può giocare a calcio con i nipoti, scalare percorsi su giochi di giardino e alzarsi dal pavimento senza fatica. Ha identificato tre fattori decisivi per il suo successo.
Apprendere da un coach esperto
La guida professionale le ha fornito le basi per una forma corretta e una programmazione sicura, creando anche un sistema di responsabilità.
Iniziare in piccolo per costruire l’abitudine
Impegnandosi solo due volte a settimana, ha evitato il sovraccarico psicologico e ha consolidato la costanza, per poi aumentare gradualmente le sessioni.
Accettare che è mai troppo tardi per diventare più forte
L’inizio a 57 anni ha dimostrato che la motivazione, più che l’età, guida il progresso; la chiave è la regolarità e la progressione logica.
Tra gli oggetti indispensabili per il suo allenamento vi sono: uno yogurt ad alto contenuto proteico per uno spuntino rapido, la Ninja CREAMi per preparare gelati proteici fatti in casa, e una cable machine compatta che occupa poco spazio ma permette una vasta gamma di esercizi.



