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13 Ottobre 2026

Invocare Santa Rita per cause impossibili e guarigioni

Una panoramica sulle preghiere più sentite a Santa Rita, la santa delle cause disperate, e sul suo percorso storico che le ha conferito tale titolo.

Invocare Santa Rita per cause impossibili e guarigioni

Quando una difficoltà appare insormontabile, molti fedeli si rivolgono a Santa Rita come ultima speranza. La santa di Cascia è venerata da secoli per la capacità di intercedere in situazioni giudicate impossibili da tutti. In questo articolo vengono presentate le due preghiere più diffuse – quella per le cause disperate e quella per la guarigione – e si ricostruisce brevemente la vita straordinaria della santa.

Le preghiere più usate per chiedere una grazia urgente

La preghiera destinata alle cause impossibili invoca la protezione di Rita con toni di fiducia assoluta. Una versione comune, riformulata in linguaggio contemporaneo, inizia con un appello al dolore che grava sul cuore del richiedente, chiedendo a Rita di liberare l’animo dalle ansie e di concedere calma e forza. Prosegue riconoscendo la santa come avvocata dei disperati, implorandola di mediare la grazia desiderata e, se necessario, di favorire il pentimento del penitente.

Per quanto riguarda la guarigione la litania rivolta a Santa Rita chiede al Padre onnipotente, tramite l’intercessione della santa, di soccorrere i malati con conforto e resistenza. Si sottolinea il ruolo di Rita durante la sua vita, quando accoglieva i sofferenti, e si prega affinché la sua intercessione permetta di superare la prova della malattia, se tale aiuto è conforme al disegno divino.

Chi era Santa Rita? Dalle origini al riconoscimento della Chiesa

Margherita Lotti, nota come Santa Rita da Cascia nacque probabilmente nel 1381 a Roccaporena frazione di Cascia, anche se alcune fonti collocano la sua nascita nel 1371. Figlia di Antonio Lotti e Amata Ferri entrambi devoti e mediatori di pace nelle faide locali, sposò Paolo di Ferdinando Mancino uomo impegnato nelle lotte tra guelfi e ghibellini. Dalla unione nacquero due figli, Giangiacomo e Paolo Maria.

La vita coniugale fu segnata da una drammatica perdita: il marito fu assassinato in una faida familiare e, poco dopo, entrambi i figli morirono per malattia. Rimasta vedova, Rita scelse la via dell’austerità, entrando nel convento agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia intorno al 1407. Qui trascorse circa quaranta anni dedicandosi a preghiera, penitenza e assistenza ai poveri.

Durante il periodo monastico, la tradizione narra numerosi eventi miracolosi: la badessa le affidò un ramo secco che rifiorì sotto la sua cura; la santa riportò una ferita alla fronte, attribuita a una spina della corona di Cristo, che rimase per molti anni. Un altro episodio, avvenuto poco prima della sua morte, vede Rita chiedere a una parente due fichi e una rosa, nonostante l’inverno; il frutto apparve comunque, simbolo di speranza.

Rita morì il 22 maggio 1457 (alcune cronache indicano il 1447) e fu sepolta nella basilica di Santa Rita a Cascia. Fu proclamata beata da Papa Urbano VIII nel 1628 e, dopo la canonizzazione avvenuta il 24 maggio 1900 da Papa Leone XIII, divenne la patrona delle cause impossibili delle donne sposate infelici e dei casi disperati.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.