Argomenti trattati
Nel 2016, la scena musicale era dominata da artisti come Justin Bieber e dal celebre brano di Alvaro Soler, mentre il panorama delle serie TV si preparava a esplodere con il fenomeno di Stranger Things. I profili Instagram erano caratterizzati da filtri e colori, privi della pressione dei reel e delle stories attuali. Gli utenti condividevano la propria vita quotidiana, dai pranzi ai selfie, con l’obiettivo di emulare i propri influencer preferiti, che non erano ancora diventati venditori di prodotti attraverso ogni pubblicazione. Quella spensieratezza sembrava destinata a durare, ma nel 2026 si guarda indietro a quel periodo con nostalgia.
Il revival del 2016
La nostalgia per il 2016 ha preso piede all’inizio del 2026, alimentata da un desiderio collettivo di rivivere quei momenti. Su TikTok, il filtro celebrativo di quell’anno ha registrato un incremento del 452% nelle ricerche, con oltre 55 milioni di post realizzati. Questo dimostra quanto quell’anno sia diventato simbolo di un’epoca in cui la semplicità regnava sovrana e i social media non erano ancora un compito lavorativo.
Un’epoca di autenticità
Joel Marlinarson, un creator di Londra, ha espresso chiaramente questa sensazione in un video popolare. Secondo lui, il 2016 rappresentava un’epoca in cui i social erano parte integrante della vita senza la complessità attuale. Le foto venivano modificate per migliorare l’estetica, non per creare illusioni. I filtri servivano a rendere il feed visivamente accattivante e armonioso, piuttosto che a nascondere imperfezioni. Marlinarson afferma che, indipendentemente dal paese, quel filtro rosa simboleggia un periodo di gioia e spensieratezza, specialmente per i ventenni di oggi, che all’epoca erano adolescenti preoccupati solo per la scuola e le serate fuori.
Ritorno anche nella musica e nella moda
Non è solo TikTok a rivivere il 2016. Anche su Spotify, le playlist di quell’anno hanno registrato un aumento del 71% nelle riproduzioni rispetto al 2026. La moda, poi, non è da meno: la sfilata di Chanel a Cuba e le innovative campagne di Gucci di Alessandro Michele hanno segnato un cambiamento stilistico epocale. Le tendenze bohémien, con abiti floreali e stili rilassati, sono tornate alla ribalta, risvegliando ricordi di un’epoca in cui la creatività era la norma.
Un quadro complesso
Tuttavia, il 2016 non è stato privo di sfide. L’elezione di Donald Trump, gli attentati e le perdite di icone come David Bowie hanno segnato un periodo di grande tensione. Oggi si guarda al passato con affetto. Per i più giovani della Gen Z, quei 19 anni rappresentano un tempo di libertà, prima di essere costretti a vivere in isolamento durante la pandemia. Per i Millennial, il 2016 rappresenta l’ultima fase di spensieratezza prima di affrontare responsabilità adulte. Così, si osserva un ritorno di foto e post che celebrano quel periodo, con un uso abbondante di filtri e ricordi di un’era in cui i social erano ancora genuini.
Il 2016 è più di un semplice anno nel passato. È un simbolo di un’epoca di autenticità e creatività che molti desidererebbero rivivere. Che si tratti di musica, moda o social media, la nostalgia per quel periodo continua a influenzare le generazioni attuali, spingendole a riscoprire e condividere i momenti che hanno definito la loro gioventù.

