In un’epoca in cui i social media fanno parte integrante della vita quotidiana, la sicurezza digitale dei minori è diventata una priorità assoluta. Il Panel speciale sulla sicurezza online dei minori, istituito dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha pubblicato un rapporto di oltre 150 pagine con raccomandazioni dettagliate per proteggere i giovani utenti. Questo documento, co-diretto dal professor Jörg M. Fegert e dalla dottoressa Maria Melchior, rappresenta un passo fondamentale verso una normativa europea più rigorosa sull’uso dei social media da parte dei minori.
Il rapporto evidenzia l’importanza di un approccio graduale e personalizzato, tenendo conto delle diverse fasce d’età e dei rischi specifici associati a ciascuna. La proposta di legge europea, attesa dopo l’estate, mira a regolamentare l’accesso ai social media, un tema che ha guadagnato crescente consenso politico e sociale, come dimostrato dall’ultima indagine di Eurobarometro.
Un approccio personalizzato per fasce d’età
Il rapporto del Panel speciale sottolinea che i rischi online variano significativamente in base all’età dei giovani utenti. Ad esempio, i bambini di età inferiore ai tre anni sono principalmente esposti ai rischi relazionali legati alla tecnoferenza mentre i bambini tra i tre e i cinque anni iniziano a usare i dispositivi in modo più autonomo, diventando vulnerabili agli effetti di una maggiore esposizione agli schermi.
Tra i sei e i nove anni, l’uso dei social media e di altri servizi digitali aumenta, e i riscontri provenienti dal mondo online si intrecciano con l’autostima in formazione. Nella fascia d’età tra i 10 e i 12 anni, l’accesso ai social media diventa un prerequisito fondamentale per la partecipazione sociale, ma anche un periodo critico in cui le vulnerabilità tipiche dello sviluppo si amplificano. Tra i 13 e i 15 anni, gli adolescenti iniziano a usare i social media in modo più autonomo, rendendo meno efficaci le forme tradizionali di supervisione. Infine, tra i 16 e i 18 anni, nonostante una maggiore autonomia, i rischi di dipendenza, ansia e problemi di salute mentale rimangono elevati.
Le raccomandazioni del rapporto sono definite per età e mirano a proteggere i minori online, rendendoli al contempo più autonomi e consapevoli. Il presidente della Fondazione Patti Digitali, Marco Gui, docente di Sociologia dei Media all’Università Bicocca di Milano, ha accolto positivamente il report, sottolineando che protezione ed educazione sono due strumenti complementari nell’educazione ai media.
Il gruppo di esperti, annunciato nel 2026 e riunitosi tre volte nel 2026, ha lavorato per migliorare l’ambiente digitale e aiutare decisori politici, insegnanti e genitori a guidare i minori nell’uso dei social media e delle piattaforme online. Il rapporto include sei principi guida per proteggere i giovani utenti, con un focus particolare sull’addictive design dei social media, che può peggiorare la qualità di vita, soprattutto nella preadolescenza.
In Italia, la ricerca EYES UP, condotta dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca e da quella di Brescia, ha dimostrato l’effetto negativo dei social precoci sui livelli di apprendimento scolastico misurati dai test Invalsi. Questo studio ha contribuito a rafforzare la necessità di azioni politiche per limitare l’accesso ai social media da parte dei più giovani.
L’importanza della supervisione
Il rapporto sottolinea l’importanza della supervisione da parte dei genitori e degli educatori, soprattutto nelle fasce d’età più giovani. Tuttavia, man mano che i bambini crescono, diventa essenziale promuovere l’autonomia e la consapevolezza digitale. Le raccomandazioni includono l’uso di strumenti di controllo parentale, la promozione di un uso equilibrato dei dispositivi digitali e la creazione di spazi sicuri online per i giovani utenti.
Le raccomandazioni, basate su un approccio graduale e personalizzato, mirano a creare un ambiente online più sicuro e consapevole per i giovani utenti, proteggendoli dai rischi e promuovendo al contempo la loro autonomia e competenza digitale.



