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17 Ottobre 2026

Trump confessa poco makeup e la portavoce Katie Zacharia si dimette

Trump ammette di limitare il makeup e la sua portavoce di cinque giorni esce dal lavoro.

Trump confessa poco makeup e la portavoce Katie Zacharia si dimette

Il 30 ottobre, il presidente degli Stati Uniti ha preso il microfono a Dalton, in Georgia, per un comizio dedicato alle elezioni di midterm. In un momento inatteso, ha parlato di un tema poco consueto nella retorica politica: il makeup. La sua dichiarazione, apparentemente leggera, ha subito spopolato sui social, dove è stata analizzata sia come gesto di autenticità sia come possibile strategia di marketing personale.

Parallelamente, la Casa Bianca ha vissuto un altro episodio di forte interesse mediatico: l’addio della nuova portavoce Katie Zacharia, dopo appena cinque giorni al posto. Un breve press briefing di 14 minuti, una gaffe pubblica e un consiglio diretto del presidente hanno chiuso rapidamente quella parentesi.

Il commento di Trump sul trucco durante il comizio di Dalton

Durante il suo intervento, Donald Trump ha affermato: “Mi trucco pochissimo, lo faccio da solo”. Ha aggiunto che “se non metti un po’ di makeup, sembri una persona morta. Non voglio avere quell’aspetto”. La frase, recitata in modo quasi scherzoso, ha colto l’attenzione proprio perché va contro l’immagine tradizionalmente associata al suo volto, spesso descritto come “arancione”.

Il presidente ha poi colto l’occasione per confrontare il proprio approccio con quello del senatore democratico della Georgia, Jon Ossoff, dicendo: “John Ossoff spende più soldi in makeup di chiunque abbia mai fatto parte del Senato. Le donne non sono felici di questo”. La battuta è stata accolta con entusiasmo dal pubblico, che ha reagito con applausi e urla di approvazione. Si è trattato di un passaggio tipico di un comizio repubblicano, dove si alternano temi economici, successi di politica estera e attacchi ai cosiddetti “fake news media”.

Il breve passaggio di Katie Zacharia alla Casa Bianca

Gia’ cinque giorni prima, l’amministrazione Trump aveva annunciato Katie Zacharia come nuova portavoce. La scelta è stata improvvisa e, già dal suo primo giorno, ha suscitato perplessità: il suo curriculum è risultato incompleto, ha ammesso di non aver superato l’esame di avvocato e, in una conferenza stampa di soli 14 minuti, ha commesso la clamorosa gaffe “il mio presidente… ops, mio marito”.

Dopo la conferenza, Trump ha contattato personalmente la giornalista, dicendo: “Ho parlato con te, ti ho chiesto se questo è davvero adatto a te. Sei una brava persona, meriti di più”. Ha suggerito a Zacharia di “riconsiderare il suo ruolo”, sottolineando anche il supporto di Sean Hannity, che aveva mostrato durezza nei confronti della nuova portavoce. La decisione è stata formalizzata pochi giorni dopo, con la notizia che Zacharia stava svuotando il suo ufficio.

Dettagli della gaffe e reazioni interne

Il breve press briefing è stato interrotto dopo sole tre domande, provenienti da testate non ostili a Trump. Un funzionario interno ha definito l’intervento “brutto” e ha ipotizzato che la permanenza di Zacharia fosse incerta fin dal suo arrivo. Il confronto con la precedente portavoce Stephanie Grisham, che aveva tenuto briefing per 284 giorni, ha evidenziato l’anomalia del caso.

Il presidente, nel suo tipico stile, ha chiuso l’incarico con un commento che sembrava più un consiglio che una critica: “Se fossi in te, ripenserei a questo posto. Hai una bella famiglia, un marito, dei bambini, e non vuoi passare attraverso questa pressione”. Le parole hanno sottolineato la pressione mediatica a cui sono sottoposti i membri del team di comunicazione nella Casa Bianca.

Entrambi gli avvenimenti mostrano come l’immagine, sia personale che istituzionale, continui a svolgere un ruolo centrale nella politica americana. Mentre Trump tenta di dipingersi come autentico e privo di trucco la vicenda di Zacharia mette in luce le difficoltà di chi deve gestire la comunicazione in un ambiente dove ogni parola è analizzata al microscopio. La combinazione di questi due fatti, avvenuti nello stesso periodo elettorale, evidenzia il delicato equilibrio tra apparenza e contenuto nella scena politica contemporanea.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.