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20 Agosto 2026

ChatGPT for Teens: sicurezza e apprendimento per i ragazzi

OpenAI ha lanciato ChatGPT for Teens, una versione sicura e controllata del suo chatbot per adolescenti tra i 13 e i 17 anni. Scopri come funziona e quali sono le nuove funzionalità.

ChatGPT for Teens: sicurezza e apprendimento per i ragazzi

Gli adolescenti di oggi utilizzano sempre più spesso l’intelligenza artificiale per svolgere i compiti e ottenere consigli, ma non sono esenti dai rischi. Per rispondere a questa esigenza, OpenAI ha sviluppato ChatGPT for Teens una versione specifica del suo chatbot pensata per i ragazzi tra i 13 e i 17 anni, con controlli parentali potenziati e funzionalità educative avanzate.

Il lancio di questa nuova versione è stato annunciato il 18 agosto 2026 e rappresenta un passo significativo verso un uso più sicuro e responsabile dell’AI tra i giovani. Ma come funziona esattamente ChatGPT for Teens e quali sono le sue principali caratteristiche?

Funzionalità educative e modalità di studio

ChatGPT for Teens è stato progettato per promuovere un uso sano dell’intelligenza artificiale e incoraggiare gli adolescenti a sviluppare un pensiero critico. La modalità studio, attivata per impostazione predefinita, guida gli studenti nella risoluzione dei problemi passo dopo passo, rafforzandone la comprensione.

Gli adolescenti possono creare programmi di studio personalizzati e prepararsi alle verifiche con indicazioni strutturate. Inoltre, il sistema può riconoscere quando un utente cerca di completare un compito senza svolgerlo e indirizzarlo verso la modalità studio, dove affronterà il problema in modo approfondito anziché fornire una risposta rapida.

Tra le altre funzionalità, ChatGPT for Teens aiuta gli studenti a esplorare concetti matematici e scientifici attraverso elementi visivi interattivi. I quiz trasformano le conversazioni o gli appunti caricati in esercizi interattivi, rendendo l’apprendimento più coinvolgente e dinamico.

Sicurezza e controlli parentali

La sicurezza è una priorità assoluta per OpenAI, soprattutto dopo le critiche ricevute per l’impatto dei suoi prodotti sulla salute mentale e sullo sviluppo cognitivo dei giovani utenti. Con ChatGPT for Teens, il sistema passa automaticamente alla versione per adolescenti quando riconosce che l’utente rientra nella fascia d’età tra i 13 e i 17 anni.

I genitori possono utilizzare i controlli disponibili per orientare il modo in cui i propri figli utilizzano il chatbot, senza dover monitorare ogni interazione. Genitori e adolescenti possono collegare i loro account, permettendo ai genitori di modificare determinate impostazioni dal proprio account. Gli adolescenti possono scollegare gli account collegati, ma i genitori vengono avvisati se gli account non sono più collegati.

Inoltre, è possibile scegliere quali funzionalità rendere disponibili agli adolescenti, come la modalità vocale, le chat di gruppo e altro ancora. Si possono impostare anche le fasce orarie in cui ChatGPT non può essere utilizzato, promuovendo sane abitudini di utilizzo della tecnologia.

OpenAI ha affermato di aver rafforzato le misure di sicurezza per impedire a ChatGPT di suggerire sentimenti personali verso l’utente o di lasciar intendere di essere cosciente o di provare emozioni. Questo approccio mira a garantire un’esperienza utente sicura e responsabile.

Il dibattito sull’educazione sessuale nelle scuole

Mentre OpenAI si impegna a migliorare l’educazione e la sicurezza dei giovani utenti, in Italia si riaccende il dibattito sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Ravenna, Alberto Ancarani, ha sostenuto pubblicamente la raccolta firme per abrogare le restrizioni imposte dalla legge Valditara, che richiede il consenso informato preventivo e scritto delle famiglie per le attività scolastiche riguardanti temi attinenti alla sessualità.

Ancarani ha definito la legge ‘la cosa più oscurantista del mondo’, scatenando reazioni contrastanti tra i colleghi di schieramento. L’ex consigliere comunale leghista Gianfilippo Nicola Rolando ha criticato Ancarani, mettendo in dubbio la sua legittimità politica per non avere figli, un’argomentazione che ha sollevato perplessità e critiche.

Il dibattito ha portato alla luce un grottesco ‘patentino genitoriale’ un principio che suggerisce che solo chi ha figli possa avere la sensibilità per educare i giovani. Questo approccio è stato criticato per la sua mancanza di fondamento costituzionale e per la sua tendenza a sovrapporre l’esperienza privata alla funzione pubblica.

L’articolo 30 della Costituzione sancisce il diritto-dovere dei genitori di educare i figli, ma l’articolo 3 affida alla Repubblica il compito di garantire lo sviluppo di ogni persona. La scuola, quindi, non è chiamata a sostituire i genitori, ma a offrire conoscenze e strumenti condivisi, basati sulle evidenze scientifiche e affidati a professionisti preparati.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha denunciato che vietare o burocratizzare l’educazione affettiva significa spalancare le porte alla disinformazione. I giovani, infatti, cercano spesso risposte su internet e sui social network, sviluppando una visione distorta delle relazioni e della sessualità.

Introducere percorsi di educazione sessuale nelle scuole è essenziale per fornire ai giovani strumenti adeguati per affrontare temi complessi in modo completo e senza tabù. Questo approccio può contribuire a prevenire bullismo, cyberbullismo e violenza di genere, promuovendo una visione più empatica e consapevole delle relazioni.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.