Il mondo delle arti performative è un universo complesso dove creatività e professione si intrecciano in modo unico. Chiara Carlotta Leonetti, con il suo libro psicologia per le arti performative pubblicato da Carocci Editore, offre una panoramica completa e innovativa sulle dinamiche psicologiche che caratterizzano questo settore.
Leonetti, che vanta un’esperienza sia come artista che come psicologa, ha colmato un vuoto significativo nel panorama italiano, proponendo un approccio specifico alle esigenze psicologiche di attori, danzatori, cantanti e professionisti dello spettacolo. Il libro, in uscita l’11 settembre, è il primo manuale italiano che affronta sistematicamente la salute mentale e i meccanismi psichici delle professioni artistiche.
Le peculiarità delle arti performative
Le arti performative presentano caratteristiche uniche che le distinguono da altri ambiti professionali. A differenza dello sport, dove la prestazione può essere valutata attraverso parametri oggettivi, nello spettacolo il giudizio è fortemente soggettivo. Gli interpreti mettono in gioco il proprio corpo, le emozioni e parti della propria identità, creando un legame profondo con i personaggi e le storie che portano in scena.
Il libro di Leonetti integra psicoterapia, neuroscienze, pedagogia teatrale e ricerca contemporanea per affrontare temi cruciali come l’ansia da prestazione la regolazione degli stati affettivi, l’attenzione, l’identità, le dinamiche di gruppo, la precarietà, le relazioni di potere e le condizioni di lavoro nel mondo dello spettacolo.
La dimensione corporea
Un aspetto centrale del manuale è la dimensione corporea. Attenzione, regolazione emotiva e plasticità cerebrale sono analizzate nel loro rapporto con la percezione, il corpo, l’emozione e la presenza scenica. L’analisi del corpo porta in primo piano questioni come le pressioni estetiche, l’immagine di sé, gli infortuni e i cambiamenti fisiologici che accompagnano la vita professionale di attori, cantanti e danzatori.
La vulnerabilità degli artisti
Le ricerche internazionali indicano una maggiore vulnerabilità degli artisti e dei professionisti dello spettacolo all’ansia e alla depressione rispetto alla popolazione generale. Nel 2026, Leonetti ha condotto un’indagine che ha coinvolto oltre 800 attori professionisti, i cui dati contribuiscono a delineare un settore caratterizzato da specifici fattori di rischio.
Il manuale sottolinea il ruolo cruciale dello psicologo all’interno delle produzioni cinematografiche, teatrali e televisive. Una figura che può contribuire non soltanto alla gestione delle situazioni di disagio, ma alla costruzione di una vera cultura della prevenzione e della tutela, in dialogo con produzioni e professionisti.
L’esperienza di Chiara Carlotta Leonetti
L’autrice, prima di diventare psicologa e psicoterapeuta, è stata danzatrice e attrice professionista. Ha lavorato per anni anche dietro le quinte come coreografa e referente artistica per una grande casa di produzione cinematografica internazionale. Questa doppia esperienza le ha permesso di conoscere il mondo dello spettacolo da prospettive diverse, osservando da vicino non soltanto le esigenze degli interpreti, ma anche quelle di chi contribuisce alla costruzione e alla gestione di un progetto.
Il libro di Leonetti guarda alle arti performative non soltanto come luoghi di espressione e creatività, ma anche come ambienti di lavoro complessi, nei quali il corpo, l’identità, le emozioni e le relazioni diventano parte integrante della professione.
Paolo Genovese, regista e autore della prefazione, sintetizza il senso del volume: “Chiara Leonetti compie un’operazione difficile: attraversa neuroscienze, clinica, pedagogia attoriale e vita di palcoscenico senza perdere né il rigore né l’umanità. Questo libro ci ricorda una verità semplice: gli artisti non sono macchine per emozionare gli altri. Sono esseri umani che trasformano emozioni in lavoro. E qualche volta pagano un prezzo altissimo per farlo.”



