Il caldo estremo non è solo un disagio fisico, ma ha anche un impatto significativo sulla salute mentale. Le alte temperature possono alterare il nostro umore, peggiorare le condizioni psicologiche e influenzare negativamente il sonno. Questo fenomeno è stato oggetto di studio da parte di esperti del settore, che hanno evidenziato una correlazione tra il caldo prolungato e l’aumento di disturbi mentali.
Antonio Vita, presidente della Società Italiana di Psichiatria, ha spiegato come il caldo estremo possa peggiorare lo stato d’animo e le condizioni psicologiche. Le alte temperature alterano la termoregolazione, l’idratazione e gli equilibri elettrolitici, con effetti sui neurotrasmettitori e sull’ossigenazione cerebrale, generando neuroinfiammazione.
L’impatto del caldo sulla salute mentale
Le alte temperature possono avere effetti diretti e indiretti sulla salute mentale. Tra gli effetti diretti, vi è l’alterazione della termoregolazione e degli equilibri elettrolitici, che influenzano i neurotrasmettitori e l’ossigenazione cerebrale. Questo può portare a neuroinfiammazione, che a sua volta può peggiorare le condizioni psicologiche.
Tra gli effetti indiretti, vi è la maggiore difficoltà a dormire. Il caldo estremo può causare disturbi del sonno, che sono sia sintomo sia fattore causale di una serie di disturbi mentali come la depressione e l’ansia. Se dormiamo poco, siamo meno efficienti cognitivamente, più irritabili e più reattivi. In pazienti con disturbi mentali già conclamati, questa condizione può diventare un trigger, aggravando o riacutizzando i sintomi psichiatrici.
Lo studio su Nature Health
Uno studio pubblicato su Nature Health ha analizzato 2,6 milioni di ricoveri ospedalieri per problemi di salute mentale durante le ondate di calore in 852 località di Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda. I risultati hanno mostrato che il caldo estremo è associato a un aumento del rischio di ospedalizzazione per problemi di salute mentale.
Il caldo rallenta il cervello
Le ondate di calore mettono a dura prova il nostro cervello. A temperature che superano i 26 gradi, le nostre prestazioni cognitive diminuiscono. Diventano più difficili soprattutto le attività che richiedono di interpretare le percezioni sensoriali, come leggere o comprendere un grafico. Le alte temperature incidono principalmente sulla precisione durante l’esecuzione di un compito e gli effetti si accentuano con il prolungarsi dell’esposizione al calore.
Rudi D’Hooge, professore di psicologia biologica alla Katholieke Universiteit di Leuven, in Belgio, spiega che molti dei processi che avvengono nel nostro cervello sono influenzati dalla temperatura. Quando fa molto caldo, il cervello entra in modalità di risparmio energetico. Pur rappresentando appena il 2 per cento del peso corporeo, consuma circa il 20 per cento dell’energia dell’organismo. Questo consumo produce calore e, durante un’ondata di caldo, il corpo cerca di ridurlo al minimo.
L’ipotalamo, che regola la temperatura corporea, segnala di rallentare. Ci muoviamo meno e le funzioni cerebrali superiori vengono messe in secondo piano.



