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16 Ottobre 2026

DLSS 5 su Pac-Man: un creepypasta digitale che fa paura

Il test di DLSS 5 su Pac‑Man rivela un effetto più spaventoso che sorprendente, mostrando i limiti dell'upscaling su giochi retro.

DLSS 5 su Pac-Man: un creepypasta digitale che fa paura

Il DLSS 5 di NVIDIA è stato celebrato negli ultimi mesi per la capacità di trasformare esperienze cinematografiche come The Matrix Awakens in vere e proprie scene da film. Tuttavia, quando lo stesso algoritmo è stato applicato a un classico del 1980, il risultato è stato decisamente diverso.

Il test condotto da Calery Kryzhanovksy

Il canale YouTube ucraino Calery Kryzhanovksy ha deciso di mettere alla prova la tecnologia di upscaling su Pac-Man nella sua versione originale MS-DOS. Il video mostra il gioco eseguito con la modalità 4x Multipass e quattro impostazioni di rendering: Qualità Ultra, Qualità, Bilanciata e Prestazioni. L’obiettivo era verificare se il nuovo DLSS potesse valorizzare un titolo a 8-bit senza introdurre artefatti visivi.

Una resa grafica disturbante

Il risultato è stato tutt’altro che liscio. In tutte le impostazioni, i fantasmi appaiono con un alone sfocato, il labirinto di punti gialli si distorce e le icone dei power-up assumono una consistenza quasi liquida. Il più inquietante è l’effetto “ghosting” che genera immagini residue dei personaggi, creando un’atmosfera che ricorda le inquietanti creepypasta di internet. Non è più un semplice miglioramento di risoluzione, ma una trasformazione che rende l’esperienza più spaventosa di un film horror.

Perché DLSS 5 non è adatto ai giochi retro

Il motivo principale risiede nella natura stessa del DLSS 5. Il suo algoritmo è stato addestrato su dataset di giochi moderni, con geometrie complesse, illuminazione dinamica e texture ad alta risoluzione. Un titolo come Pac-Man privo di questi elementi, fornisce al motore di Intelligenza artificiale poche informazioni utili, spingendolo a “inventare” dettagli che non esistono e a produrre,

Conseguenze per gli sviluppatori

Questa dimostrazione mette in guardia gli editori e gli sviluppatori che desiderano sfruttare il DLSS su giochi d’epoca. L’applicazione indiscriminata può trasformare un classico amato in una versione che irrita più che entusiasma, compromettendo la percezione del brand e alienando i fan più nostalgici. Inoltre, il consumo di risorse hardware necessario per il 4x Multipass su titoli così leggeri è inefficiente rispetto al risultato ottenuto.

Contesto più ampio: quando l’upscaling funziona davvero

Contrariamente al caso di Pac-Man molte dimostrazioni recenti, tra cui The Matrix Awakens hanno mostrato come il DLSS 5 possa trasformare ambienti fotorealistici in esperienze quasi cinematiche. Qui, la presenza di texture dettagliate, effetti di luce avanzati e geometrie tridimensionali permette all’IA di migliorare nitidezza e frame rate senza introdurre artefatti. La lezione è chiara: la tecnologia è potente, ma va impiegata in contesti adatti.

Verso un futuro più consapevole

Il caso Pac-Man dovrebbe spingere NVIDIA e la community a creare linee guida più precise su quali tipologie di giochi possano beneficiare del DLSS 5. Potenziali soluzioni includono modelli di IA addestrati specificamente su grafica retro o l’uso di filtri meno aggressivi per preservare l’estetica originale. In attesa di tali sviluppi, il consiglio per i giocatori è di valutare con attenzione le impostazioni proposte prima di abbracciare ciecamente ogni nuova tecnologia.

La sperimentazione è fondamentale, ma la consapevolezza dei limiti tecnologici resta altrettanto importante.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.