Dal 6 all’8 novembre 2026 il Teatro San Leonardo di Viterbo si prepara ad accogliere la seconda edizione del Teen Theatre Festival. Il manifestarsi di sei giovani compagnie, la presenza di tre laboratori pratici e una cerimonia finale di premiazione segnano l’appuntamento nazionale dedicato alle scuole di teatro e alle esperienze formative per ragazzi tra 11 e 18 anni. Organizzato dalla collaborazione tra il Teatro San Leonardo e Margot Theatre, l’evento vuole dimostrare che il palcoscenico può fungere da spazio di incontro, crescita personale e sperimentazione di un futuro più inclusivo.
Il programma in scena: sei opere in gara
Le sei produzioni selezionate provengono da realtà diverse: scuole di teatro professionali, laboratori scolastici curati da esperti e gruppi amatoriali che hanno deciso di proporre il proprio lavoro. Ogni giorno saranno presentati due spettacoli, ciascuno con un’ora e mezza a disposizione per l’allestimento tecnico, garantendo a protagonisti e tecnici il tempo necessario per trasformare il palco in un vero laboratorio di creatività. Il pubblico potrà assistere a tutte le rappresentazioni, mentre una giuria nazionale, composta da operatori culturali, giornalisti e studiosi, provvederà alla valutazione finale.
Workshop di approfondimento: tre percorsi di crescita
Le mattinate di sabato e domenica saranno dedicate a tre laboratori tenuti da professionisti affermati del settore. Ogni workshop ha un focus preciso e invita i partecipanti a esplorare nuove frontiere dell’arte scenica.
Fare/Fingere – Luca Spadaro
Un’indagine sulla verità della scena, che spinge i giovani attori a riflettere sul confine fra ciò che è autentico e ciò che è finzione. Spadaro propone esercizi di improvvisazione volti a far emergere la capacità di distinguere e manipolare la realtà scenica.
Origini – Manuela Athena
Un viaggio rituale nel corpo e nel suono, ispirato alle tradizioni stanislavskiane e grotowskiane. Athena guida i partecipanti attraverso tecniche vocali e corporee, valorizzando l’esperienza sensoriale come fondamento della recitazione.
L’intelligenza scenica – Martina Grandin
Un percorso che trasforma il corpo in uno strumento flessibile e reattivo capace di gestire luci, spazi e suoni. Grandin coniuga controllo e istinto per insegnare ai giovani come orchestrare, in tempo reale, la molteplicità di stimoli che caratterizzano una messa in scena moderna.
La partecipazione a tutti e tre i laboratori ha un costo complessivo di 15 euro a persona, una cifra contenuta che rende l’evento accessibile a un ampio ventaglio di giovani talenti.
Il valore educativo: immaginazione come atto di pace
Secondo i direttori artistici Simone Precoma e Valentina Cognatti, l’adolescenza è quel periodo in cui il mondo perde il suo ruolo di sfondo rassicurante per diventare un panorama denso di domande e tensioni. In una società segnata da conflitti, disparità e paura dell’altro, il teatro diventa un esercizio di empatia concreta, capace di trasformare l’altruismo da concetto astratto a pratica fisica e mentale. Il progetto si propone di coltivare non solo futuri attori, ma cittadini consapevoli capaci di immaginare – e realizzare – realtà diverse da quelle esistenti, contribuendo così a un tessuto sociale più coeso.
La manifestazione si chiuderà domenica 8 novembre con la cerimonia di premiazione, durante la quale saranno assegnati il Premio al Miglior Spettacolo (500 euro), i riconoscimenti per Miglior Attore e Migliore Attrice, oltre al Premio del Pubblico. Un’occasione di celebrazione per i giovani che, attraverso la recitazione, hanno dimostrato che l’immaginazione può davvero essere un atto di pace.



