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27 Giugno 2026

Generazione Stem: l’iniziativa che avvicina le ragazze alla scienza

In questo articolo l'intervista ad Alessandra Cravetto, founder di Generazione Stem, che racconta metodi, sfide e risultati di una community nata per sostenere le ragazze nelle materie scientifiche

Generazione Stem: l'iniziativa che avvicina le ragazze alla scienza

Il 24/05/2026 è il punto di riferimento per raccontare l’evoluzione di Generazione Stem la community fondata da Alessandra Cravetto che ha l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni, in particolare le ragazze, ai campi della scienza della tecnologia dell’ingegneria e della matematica. In questa conversazione emergono strategie concrete, difficoltà culturali e risultati tangibili: non si tratta solo di eventi, ma di un percorso che intreccia formazione, networking e rappresentazione.

Il progetto combina attività di orientamento scolastico, workshop pratici e momenti di incontro con professioniste del settore, con l’intento di creare non solo competenze tecniche ma anche reti di supporto. Alimentare fiducia e curiosità diventa centrale: per molti partecipanti la prima esperienza di laboratorio o il primo confronto con una role model scientifica segnano una svolta nella percezione di sé e delle proprie possibilità.

Obiettivi e strumenti concreti della community

Alessandra spiega che Generazione Stem punta a correggere due squilibri principali: la bassa rappresentanza femminile nelle carriere STEM e la presenza di stereotipi che scoraggiano le ragazze fin dai primi anni di scuola. Per farlo la community propone un mix di azioni operative: mentorship strutturata, laboratori pratici, programmi di orientamento e collaborazioni con istituzioni e aziende. I workshop, spesso tenuti in collaborazione con università e centri di ricerca, privilegiano esperienze pratiche che mostrino applicazioni reali delle materie scientifiche.

Il ruolo della mentorship e delle role model

Una delle leve più efficaci descritte è la mentorship figure professionali che accompagnano le ragazze con incontri regolari, progetti condivisi e feedback. Questo approccio risponde a una necessità concreta: molte giovani non riconoscono nella scuola un orientamento che valorizzi le loro attitudini. Le role model servono

Inclusione, linguaggio e rappresentazione

Un altro aspetto su cui insiste la fondatrice è la dimensione culturale: cambiare il linguaggio e la narrazione intorno alle STEM è fondamentale. Inclusione qui è intesa sia come accesso materiale (borse, laboratori attrezzati, opportunità gratuite) sia come trasformazione delle immagini e dei racconti che vedono la figura dello scienziato come omogenea e distante. Per contrastare questi pregiudizi la community lavora con materiali didattici, campagne social e iniziative che mostrano la pluralità di percorsi e identità all’interno dei campi scientifici.

L’approccio pratico include anche la promozione di progetti interdisciplinari che collegano coding, design, biologia e arte, mostrando che la scienza non è un monolite ma un ecosistema dove le competenze si mescolano. Questo favorisce l’accessibilità emotiva: molte ragazze si avvicinano più volentieri alle STEM quando vedono applicazioni creative e concrete, non solo teorie astratte.

Risultati misurabili e sfide aperte

Tra i risultati segnalati dalla community ci sono il numero di partecipanti ai corsi, le ragazze che hanno proseguito con percorsi universitari STEM e le collaborazioni attivate con scuole e aziende. Tuttavia, le sfide restano significative: la persistenza degli stereotipi di genere, la disparità di risorse tra territori e la difficoltà di scalare progetti di qualità. Per questo motivo Generazione Stem lavora su più fronti, cercando partnership che permettano di ampliare la portata senza perdere la qualità degli interventi.

Infine, Alessandra sottolinea l’importanza di una visione a lungo termine: creare una generazione più bilanciata nelle discipline scientifiche richiede investimenti continuativi in educazione, politiche di sostegno e una trasformazione culturale che si costruisce giorno dopo giorno. L’idea è che ogni laboratorio, ogni mentor e ogni incontro possa essere una tessera di un mosaico più ampio, capace di cambiare la percezione collettiva del ruolo delle donne nella scienza.

Il progetto dimostra che oltre alle competenze tecniche è essenziale costruire fiducia, rappresentanza e percorsi sostenibili nel tempo.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.