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26 Settembre 2026

Guida completa agli inibitori della monoaminossidasi (IMAO)

Scopri come gli IMAO possono migliorare la depressione, le loro differenze e i consigli per usarli in sicurezza.

Guida completa agli inibitori della monoaminossidasi (IMAO)

Gli inibitori della monoaminossidasi noti con l’acronimo IMAO, rappresentano una classe di antidepressivi introdotta decenni fa ma ancora poco discussa al di fuori della pratica clinica. Vengono considerati farmaci di seconda linea cioè prescritti quando gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o gli SNRI non hanno prodotto miglioramenti soddisfacenti. Il loro obiettivo è aumentare la disponibilità di tre neurotrasmettitori fondamentali – serotonina, noradrenalina e dopamina – nel sistema nervoso centrale, favorendo così un miglior equilibrio dell’umore.

Meccanismo d’azione e tipologie di IMAO

Il enzima monoaminossidasi (MAO) è responsabile della degradazione dei neurotrasmettitori citati. Esistono due forme principali: MAO-A, che riguarda soprattutto serotonina e noradrenalina, e MAO-B, più coinvolta nella dopamina. Gli IMAO si dividono in base alla specificità (selettiva o non selettiva) e al modo di legarsi all’enzima (irreversibile o reversibile). Gli irreversibili si legano in maniera permanente, richiedendo settimane perché l’organismo ne sintetizzi di nuovi; i reversibili hanno un effetto che svanisce in poche ore dopo l’interruzione.

Irreversibili vs reversibili: implicazioni cliniche

Gli IMAO irreversibili, come fenelzina o tranilcipromina, influenzano entrambe le forme dell’enzima e quindi richiedono restrizioni dietetiche rigorose per evitare la crisi ipertensiva da tiramina. Al contrario, i RIMA (reversible MAO-A inhibitors) quali moclobemide presentano un profilo più blando: le interazioni con la tiramina sono limitate e le restrizioni alimentari sono minime. Gli inibitori selettivi della MAO-B – rasagilina e safinamide – sono impiegati soprattutto nella malattia di Parkinson, ma a dosi basse non comportano limitazioni dietetiche significative.

Farmaci più usati e loro indicazioni

In Italia, i principi attivi più noti sono fenelzina, tranilcipromina, moclobemide, selegilina, rasagilina e safinamide, ma solo alcuni sono attualmente commercializzati per la depressione. Fenelzina (Nardil) e tranilcipromina (Parnate) sono irreversibili e non selettivi, indicati rispettivamente per depressione atipica e maggiore. Moclobemide (Aurorix) è un RIMA usato per forme di depressione più lievi. Selegilina, disponibile in compresse e cerotto transdermico, è un inibitore selettivo MAO-B usato per il Parkinson; il cerotto è anche autorizzato per la depressione in alcuni Paesi. Rasagilina (Azilect) e safinamide (Xadago) sono riservati al Parkinson, con rasagilina irreversibile e safinamide reversibile.

Dieta, interazioni e possibili effetti indesiderati

Le restrizioni alimentari riguardano quasi esclusivamente gli IMAO irreversibili e non selettivi: è necessario limitare cibi ricchi di tiramina (formaggi stagionati, insaccati, crauti, birre artigianali). Con i RIMA e con gli inibitori selettivi MAO-B alle dosi terapeutiche approvate, non vi sono limitazioni dietetiche specifiche. Tuttavia, è fondamentale informare il medico su ogni farmaco assunto, inclusi i prodotti da banco e le erbe come l’erba di San Giovanni poiché la combinazione con antidepressivi serotoninergici può scatenare la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave. Tra gli effetti collaterali più segnalati troviamo ipotensione ortostatica, insonnia, secchezza delle fauci, vertigini, tremori, cefalea, nausea, stipsi, aumento di peso, edema, disfunzioni sessuali e palpitazioni.

IMAO e psicoterapia: un percorso integrato

Il farmaco e la psicoterapia non sono mutualmente esclusivi. Studi recenti dimostrano che l’approccio combinato supera, in termini di efficacia, sia la sola farmacoterapia sia la sola terapia cognitivo-comportamentale o psicodinamica. Il medicinale può ridurre i sintomi più acuti, creando un terreno favorevole al lavoro psicoterapeutico, che a sua volta affronta pensieri ricorrenti, schemi relazionali e blocchi emotivi non agibili con il solo farmaco. Per i pazienti che iniziano un ciclo di IMAO, il supporto psicologico è particolarmente utile per Gestire l’ansia da controllo alimentare e per monitorare eventuali variazioni dell’umore nelle prime settimane di trattamento.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.