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5 Ottobre 2026

Incontri su violenza di genere e diritti umani in Piemonte

Torino, Novara e le città piemontesi ospitano una serie di incontri su psicologia giuridica, violenza di genere e diritti umani, con Amnesty International e un caso emblematico.

Incontri su violenza di genere e diritti umani in Piemonte

Negli ultimi giorni il Piemonte è stato teatro di un intenso calendario di appuntamenti dedicati a tematiche delicate come la violenza di genere la giustizia riparativa e i diritti umani. Tra le due realtà più attive troviamo l’Associazione di Studi e Ricerche di psicologia Giuridica, che ha portato i suoi dibattiti a Torino e Novara, e Amnesty International, che ha avviato un tour dal titolo “Diritti umani nel mondo che cambia” nelle stesse province.

Entrambi i percorsi mirano a creare spazi di confronto multidisciplinare, coinvolgendo giuristi, psicologi, attivisti e cittadini. L’obiettivo è andare oltre la mera normativa penale per valorizzare il fattore umano nelle risposte sociali, soprattutto in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta rimodellando le relazioni interpersonali e le pratiche istituzionali.

Incontri a Torino e Novara sulla violenza di genere e l’intelligenza artificiale

Il ciclo di appuntamenti organizzato dall’Associazione di Psicologia Giuridica ha avuto inizio a Torino, dove esperti hanno discusso le difficoltà operative nel contrastare la violenza di genere. Tra i relatori, psicologi forensi, avvocati e rappresentanti delle forze dell’ordine, è emersa la necessità di approcci integrati che coniughino la ricerca scientifica con le pratiche di intervento sul campo. A seguire, a Novara, il dibattito si è spostato sul tema della giustizia riparativa evidenziando come il recupero dei legami sociali possa coesistere con il bisogno di sanzioni penali.

Interdisciplinarità, AI e fattore umano

Durante le sessioni è stato dedicato ampio spazio all’impatto dell’IA generativa sui processi giudiziari e psicologici. I partecipanti hanno sottolineato che, se da un lato le nuove tecnologie possono velocizzare le indagini, dall’altro rischiano di marginalizzare il contatto umano essenziale per la valutazione delle vittime e dei perpetratori. La proposta concreta è stata quella di introdurre linee guida etiche per l’utilizzo dell’AI nelle pratiche legali, garantendo che il principio di dignità rimanga al centro dell’intervento.

Tour piemontese di Amnesty International: tortura, pena di morte e diritto alla libertà

Parallelamente, Amnesty International ha lanciato un tour dal 8 all 10 ottobre, con tre appuntamenti che hanno toccato gli argomenti più urgenti della sua campagna globale: la lotta contro la tortura l’abolizione della pena di morte e la difesa dei diritti umani. Il portavoce nazionale, Riccardo Noury, ha dialogato con autorità locali, attivisti e personalità pubbliche, creando un ponte tra la realtà piemontese e le sfide internazionali.

Programma degli incontri: Nizza Monferrato, Vercelli, Novara

Il primo evento, giovedì 8 ottobre, si è svolto al Foro Boario di Nizza Monferrato con il tema “Senza diritti non c’è pace”. Lì Noury ha discusso con Simona Franzino di Amnesty Asti, Viviana Garbagnoli dell’Associazione Futura e il garante per i diritti delle persone private della libertà del Comune di Asti. Venerdì 9 ottobre, la discussione è proseguita nella chiesa di San Bernardino a Vercelli, dove è stato affrontato il fenomeno della tortura nel mondo, inserita nella mostra “Martyria”.

Sabato 10 ottobre, a Novara, nella Sala dell’Arengo del Broletto, si è tenuta la puntata dedicata alla giornata internazionale per l’abolizione della pena di morte. In un dialogo con l’ex senatrice Elena Ferrara, Noury ha evidenziato il “lento cammino verso l’abolizione”, richiamando l’attenzione su casi emblematici.

Il caso Ahmadreza Djalali, filo conduttore dell’appuntamento novarese

Il racconto di Novara ha assunto una nota particolarmente emotiva grazie al legame con Ahmadreza Djalali, ricercatore iraniano ex-docente dell’Università del Piemonte Orientale. Djalali, arrestato nel 2016 e condannato a morte in Iran, ha trascorso tre anni a Novara, dove i suoi figli hanno fatto i primi passi. La comunità accademica e le istituzioni locali hanno sostenuto la sua liberazione sin dal principio, e l’incontro del 10 ottobre ha riacceso il dibattito su condizioni carcerarie e diritti dei prigionieri politici. Nell’intervento di Noury è stato ricordato che, nonostante le “condizioni aggravate” nella prigione di Evin, la situazione rimane invisibile per la maggior parte dei cittadini.

Il tour si è concluso con un appello concreto: rafforzare le reti di solidarietà internazionali, promuovere l’educazione sui diritti umani e incoraggiare le autorità a monitorare l’applicazione di standard internazionali contro la tortura e la pena capitale. La sinergia tra psicologia giuridica e attivismo per i diritti umani ha dimostrato quanto sia cruciale un dialogo continuo, capace di unire competenze diverse per affrontare problemi complessi e in continua evoluzione.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.