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15 Giugno 2026

Rems e memoria sotto stress: due questioni aperte nella salute mentale

Due temi che incidono sulla salute pubblica: l'organizzazione delle Rems e le attuali liste d'attesa, insieme a ricerche che mostrano come lo stress acuto limiti la capacità dell'ippocampo di integrare ricordi e formare inferenze.

Rems e memoria sotto stress: due questioni aperte nella salute mentale

Negli ultimi anni sono emerse due questioni distinte ma rilevanti per la salute mentale: la gestione delle persone con disturbi psichiatrici autrici di reato e l’impatto dello stress acuto sui meccanismi della memoria. Entrambi i filoni richiedono una lettura che vada oltre le posizioni ideologiche, per mettere in luce aspetti pratici e limiti dell’attuale organizzazione dei servizi e delle conoscenze neuroscientifiche.

Liste d’attesa e limiti delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS)

La trasformazione che ha portato alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e alla creazione delle REMS mirava a sostituire la detenzione con percorsi terapeutici. Tuttavia, nella pratica si osservano liste d’attesa che risultano numericamente comparabili alle presenze effettive nelle strutture. Questo squilibrio ha ricadute sia sulla sicurezza pubblica sia sulla continuità delle cure: persone dichiarate incapaci di intendere e di volere e giudicate socialmente pericolose dovrebbero essere avviate a trattamenti specialistici, ma la carenza di posti obbliga a soluzioni alternative come la libertà vigilatache non sempre garantisce gli stessi livelli di protezione e di presa in carico sanitaria.

Un ulteriore elemento di complessità riguarda una piccola quota di soggetti con livelli molto elevati di pericolosità sociale: non sempre questi casi possono essere gestiti con gli strumenti sanitari tradizionali. In diverse esperienze europee sono state adottate strutture a più alta sicurezza in cui personale sanitario e operatori addetti alla sicurezza operano in modo integrato, offrendo un esempio concreto di come organizzare percorsi differenziati per profili di rischio molto alti.

Continuità terapeutica dopo la REMS

Alla dimissione dalle REMS, la presa in carico passa ai servizi territoriali di salute mentale. Per molti soggetti, in particolare per chi ha commesso reati gravi, il trattamento farmacologico richiede una prosecuzione a lungo termine. Tuttavia, l’ordinamento consente ai servizi di imporre terapie soltanto per ragioni cliniche, non per motivi di pericolosità sociale. Questo gap solleva la proposta — soggetta a dibattito giuridico e clinico — di strumenti che possano assicurare maggiore continuità terapeutica nei casi complessi, incluso il concetto di un possibile trattamento disposto dall’autorità giudiziaria che si affianchi alle misure sanitarie esistenti.

Lo stress acuto e la separazione dei ricordi: evidenze dall’imaging cerebrale

Parallelamente alle questioni organizzative delle REMS, recenti indagini neuroscientifiche hanno approfondito come lo stress acuto influisca sui processi di memoria. In esperimenti condotti su gruppi di adulti, l’esposizione a situazioni di stress prima dell’apprendimento di nuove relazioni ha dimostrato di ridurre la capacità di formulare inferenze indirette tra elementi appresi in momenti diversi. Il fenomeno chiave riguarda l’integrazione della memoriail meccanismo che permette al cervello di riattivare esperienze passate per collegarle a informazioni recenti e costruire conoscenze flessibili.

Utilizzando la risonanza magnetica funzionale e metodi di analisi dei pattern neurali, gli studi hanno mostrato che nei soggetti sottoposti a stress l’ippocampo riattiva meno efficacemente i ricordi precedenti mentre si imparano nuove associazioni. Questo si traduce, a livello comportamentale, in una maggiore difficoltà a dedurre relazioni indirette (ad esempio collegare un luogo visto in un evento precedente a un oggetto appreso successivamente). L’analisi di similarità rappresentazionale ha inoltre documentato un aumento della separazione dei pattern mnesticivale a dire una tendenza a registrare gli episodi come unità distinte anziché integrarle in una rete coerente.

Implicazioni cliniche e educative

La scoperta che lo stress altera l’abilità di integrare ricordi ha conseguenze pratiche: in ambito clinico può incidere sul recupero e sul trattamento di pazienti con disturbi legati a trauma o ansia, mentre in ambito educativo suggerisce che ambienti di apprendimento ad alta pressione potrebbero ridurre la capacità di costruire conoscenze complesse. Gli autori degli studi propongono di proseguire con ricerche su modelli animali per indagare i meccanismi sottostanti e sviluppare strategie capaci di attenuare questi effetti.

Mettere a sistema le informazioni provenienti da questi due ambiti — organizzazione dei percorsi di sicurezza sanitaria per persone con disturbi mentali e gli effetti dello stress sui processi cognitivi — può aiutare a disegnare politiche più efficaci. Occorre un confronto pragmatico che consideri dati clinici, esigenze di sicurezza e i risultati delle neuroscienze per offrire risposte che siano al contempo rispettose dei diritti e orientate alla tutela della comunità.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.