Il decreto 926 del 26 giugno 2026 ha dato il via all’XI ciclo del TFA Sostegno autorizzando in totale 30.241 posti per la specializzazione destinata alle attività di sostegno didattico. Il provvedimento, firmato dal ministro dell’Università e della Ricerca, definisce i termini generali per l’avvio dei corsi universitari, le date delle prove preselettive e i requisiti di accesso per i diversi ordini di scuola. In questo articolo vengono riassunte le informazioni operative essenziali e i contenuti sui quali concentrare la preparazione alla prova preliminare.
Struttura della prova preselettiva e contenuti richiesti
La prova preselettiva ha durata complessiva di 120 minuti e consiste in 60 quesiti a scelta multipla ciascuno con cinque opzioni e una sola risposta corretta. Per ogni risposta esatta il sistema assegna 0,5 punti mentre le risposte errate o non date non comportano punteggio. L’obiettivo del test è valutare non solo conoscenze teoriche, ma anche competenze professionali di base indispensabili per il ruolo del docente di sostegno: capacità comunicative, comprensione del testo, conoscenza normativa e nozioni psicopedagogiche.
I quesiti si articolano in quattro macro aree: comprensione dei testi in lingua italianacompetenza linguisticaconoscenza della normativa scolastica e competenze socio psico-pedagogiche e didattiche. Per la parte relativa alla comprensione del testo è utile esercitarsi su brani complessi per affinare l’analisi del contesto, il riconoscimento di figure retoriche e la capacità di ricostruire inferenze. Per la componente linguistica occorre curare chiarezza espressiva e capacità di adattare la comunicazione a destinatari con bisogni diversi.
Normativa e riferimenti essenziali
La sezione normativa verifica la conoscenza dell’autonomia scolastica e delle principali disposizioni che riguardano gli alunni con disabilità. Tra i riferimenti fondamentali da ricordare figurano la normativa storica e le norme più recenti che hanno inciso su definizioni e strumenti di valutazione e sostegno: dalla legge 517/1977 alla legge 104/1992, fino alle modifiche introdotte dal decreto 62 del 2026 che ha aggiornato terminologia e procedure, sostituendo il termine “disabile” con “persona con disabilità” e introducendo strumenti di valutazione personalizzati.
Calendario, numeri e punti critici emersi
Per l’anno accademico 2026/2026 il decreto autorizza complessivamente 30.241 posti distribuiti per regione secondo il fabbisogno indicato dal Ministero dell’Istruzione. La ripartizione per grado scolastico è la seguente: scuola dell’infanzia 4.553 scuola primaria 11.698 scuola secondaria di I grado 4.842 e scuola secondaria di II grado 9.148. Le prove preselettive sono programmate nella settimana di metà luglio 2026, con il calendario che prevede: 14 luglio per la scuola dell’infanzia, 15 luglio per la scuola primaria, 16 luglio per la secondaria di I grado e 17 luglio per la secondaria di II grado.
Accanto ai numeri ufficiali è emersa una criticità sulle scelte distributive: a fronte di una stima tecnica iniziale del fabbisogno per la primaria molto più elevata, il decreto ha ridistribuito risorse aumentando i posti per la secondaria di II grado e riducendo quelli per la primaria di diverse migliaia. Questo scarto ha sollevato dubbi sull’adeguatezza dell’allocazione rispetto alle esigenze territoriali e al reale fabbisogno di specialisti nelle scuole elementari.
Requisiti di accesso e durata dei percorsi
I percorsi devono concludersi entro il 30 giugno 2027. Possono accedere al TFA per la scuola dell’infanzia e primaria i candidati in possesso di laurea in Scienze della Formazione Primaria o del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, titoli che abilitano già all’insegnamento. Per la scuola secondaria di primo e secondo grado sono ammessi i docenti abilitati per una classe di concorso, i laureati magistrali, i diplomati AFAM di II livello, i docenti tecnico-pratici (ITP) con il relativo diploma e aspiranti con almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi dieci anni.
Il Tirocinio Formativo Attivo mantiene la sua centralità come canale principale di specializzazione insieme ad altri percorsi riconosciuti, con l’obiettivo di fornire competenze metodologiche, pedagogiche e didattiche per promuovere l’inclusione scolastica e garantire il diritto allo studio degli alunni con bisogni complessi. Le università accreditate dovranno ora pubblicare i singoli bandi d’ateneo, specificando modalità organizzative e didattiche delle selezioni e dei percorsi formativi.



