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20 Agosto 2026

Disoccupazione giovanile in aumento: le tendenze del mercato del lavoro nel 2026

Nel 2026, i giovani affrontano un mercato del lavoro sempre più complesso. Scopri quali sono le professioni più richieste e come l'intelligenza artificiale sta cambiando le opportunità.

Disoccupazione giovanile in aumento: le tendenze del mercato del lavoro nel 2026

Il mercato del lavoro per i giovani nel 2026 presenta sfide significative. La disoccupazione giovanile è in aumento, con un tasso globale che ha raggiunto il 12,4% nel 2026. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle economie ad alto reddito, dove le opportunità di lavoro dignitoso scarseggiano. La stagnazione economica e il rapido cambiamento tecnologico, compresa l’intelligenza artificiale, stanno trasformando le opportunità per i giovani lavoratori.

Il rapporto “Tendenze globali dell’occupazione giovanile 2026: ritorno al futuro” evidenzia come il 6,1% dei posti di lavoro occupati da giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni sia esposto ai cambiamenti legati all’IA. Questo impatto è particolarmente evidente nelle professioni a media qualifica, come quelle impiegatizie e amministrative, che stanno diminuendo. Al contrario, la domanda continua a crescere in settori tecnici basati sulla conoscenza, come la scienza, la sanità e l’ingegneria.

Le sfide del mercato del lavoro in Nord America ed Europa

In Nord America, la disoccupazione giovanile è aumentata bruscamente, passando dall’8,3% nel 2026 al 9,8% nel 2026. Nell’Europa settentrionale, meridionale e occidentale, il tasso di disoccupazione giovanile è rimasto elevato, attestandosi al 15% nel 2026. Questo declino delle opportunità di lavoro per i giovani è dovuto alla diminuzione di molti lavori che richiedono competenze di livello medio, rendendo più difficile per i giovani trovare una carriera stabile.

Le professioni tradizionali che hanno rappresentato punti di ingresso per i giovani lavoratori, come i ruoli impiegatizi e amministrativi, le professioni nel settore dei servizi e delle vendite, i lavori legati al settore manifatturiero e alcune professioni tecniche, sono in calo. Questo fenomeno è particolarmente evidente in Europa, dove quasi il 15% dell’occupazione giovanile presenta una forte esposizione all’IA.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni giovanili

L’intelligenza artificiale sta trasformando le opportunità per i giovani lavoratori. Secondo le stime, il 6,1% dei posti di lavoro occupati da giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni riguarda professioni fortemente esposte ai cambiamenti legati all’IA. Molte di queste professioni coincidono con quelle a media qualifica, il cui numero è diminuito tra i giovani dal 2026, in particolare le mansioni d’ufficio e amministrative.

Allo stesso tempo, continua a crescere la domanda in alcune professioni tecniche ad alta intensità di conoscenza in settori quali la scienza, la salute e l’ingegneria. Questo evidenzia l’importanza di garantire ai giovani l’accesso alle competenze necessarie per soddisfare le esigenze in continua evoluzione del mercato del lavoro. “Si parla sempre di più di intelligenza artificiale”, ha dichiarato Sukti Dasgupta, Direttrice del Dipartimento per l’occupazione, le competenze e le imprese sostenibili dell’Ilo. “Sebbene l’impatto diretto sull’occupazione giovanile non sia ancora chiaro, non possiamo permetterci di essere compiacenti e di sottovalutare i rischi.”

Le prospettive occupazionali nei paesi in via di sviluppo

Nelle economie dei paesi in via di sviluppo, la sfida resta quella di creare un numero sufficiente di posti di lavoro dignitoso per assorbire una popolazione giovanile in continua crescita. I bassi tassi di disoccupazione nascondono una diffusa precarietà del mercato del lavoro, poiché molti giovani non possono permettersi di rimanere disoccupati e finiscono quindi per svolgere lavori informali o instabili.

Nei paesi a basso reddito e a reddito medio-basso, quasi nove giovani lavoratori su dieci di età compresa tra i 15 e i 29 anni lavorano nell’economia informale, con un accesso limitato a un reddito stabile e alla protezione sociale. L’Africa subsahariana è la subregione che deve far fronte a pressioni demografiche particolarmente elevate e, al contempo, a una disponibilità insufficiente di lavoro dignitoso, con il risultato che un numero crescente di giovani si trova nella condizione di NEET.

Gli Stati arabi e l’Africa settentrionale continuano a registrare i tassi di disoccupazione giovanile più elevati al mondo. Nel 2026, la disoccupazione giovanile si attestava al 26,2% negli Stati arabi e al 22,6% nell’Africa settentrionale. In entrambe le subregioni, almeno un giovane su tre era NEET.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.