In Sicilia, l’implementazione del Servizio di Psicologia delle Cure Primarie, previsto dalla Legge Regionale n. 18/2026, sta riscontrando alcune criticità che hanno spinto l’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana a intervenire. La presidente Enza Zarcone ha inviato una nota all’Assessorato regionale della Salute, alle Asp e ai Servizi di psicologia aziendali per segnalare le disomogeneità emerse nella fase iniziale di attuazione del servizio.
L’obiettivo principale è garantire un modello organizzativo omogeneo su tutto il territorio regionale, assicurando pari opportunità di accesso e qualità delle prestazioni per tutti i cittadini. Tuttavia, nella fase di avvio del servizio, sono emerse differenze significative tra le diverse province, con evidenti disomogeneità sia per i professionisti coinvolti sia per l’utenza.
Le criticità emerse e le richieste dell’Ordine
Le criticità rilevate riguardano principalmente i modelli contrattuali adottati, i criteri di remunerazione e le modalità organizzative del servizio. Questi elementi rischiano di compromettere l’uniformità e l’efficacia dell’assistenza psicologica sul territorio. “È necessario intervenire subito”, dichiara la presidente Enza Zarcone, “per evitare che si creino disparità tra territori. In alcune province il servizio non è stato ancora avviato e non si sa se e quando lo sarà. La salute psicologica deve essere garantita in modo equo e non può dipendere dal luogo in cui si vive”.
L’Ordine sottolinea l’importanza di un coordinamento a livello regionale, finalizzato alla definizione di criteri condivisi che possano assicurare sostenibilità, qualità e continuità del servizio. Per questo motivo è stata avanzata la richiesta di istituire un Tavolo permanente che coinvolga l’assessorato Regionale, le Asp e i Servizi di Psicologia Aziendali, con l’obiettivo di armonizzare gli aspetti economici, organizzativi e gestionali.
Salute mentale in Sicilia: famiglie e operatori chiedono interventi concreti
Non solo il Servizio di Psicologia delle Cure Primarie è sotto osservazione. Anche la salute mentale in generale in Sicilia è un tema di grande attualità. Famiglie, utenti, operatori e associazioni hanno portato il disagio psichico dentro l’Assemblea regionale siciliana, chiedendo responsabilità chiare, tempi certi e atti concreti.
Il Movimento regionale delle organizzazioni per la salute mentale in Sicilia ha presentato un Documento di interrogazione rivolto all’assessore regionale della Salute Marcello Caruso. Le richieste riguardano principalmente il monitoraggio del budget di salute il ripristino dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura e la rimodulazione delle piante organiche dei Dipartimenti di salute mentale.
Secondo le associazioni, la Sicilia non sconta soltanto un problema di risorse, ma un problema di modello. I Centri di salute mentale hanno perso progressivamente la loro funzione di presa in carico multiprofessionale e in molti casi lavorano ormai come ambulatori. I servizi territoriali faticano, i centri diurni risultano svuotati, le comunità alloggio attendono una soluzione stabile e la residenzialità assorbe una parte rilevante della spesa.
I dati della crisi
In Sicilia, il personale dei Dipartimenti di salute mentale risulta pari a 53 operatori ogni 100 mila abitanti, contro una media nazionale di 66,2. Gli accessi in pronto soccorso per problematiche psichiatriche sono cresciuti del 10 per cento rispetto al 2026, mentre la spesa pro capite viene indicata in 98,4 euro contro i 75,2 euro della media nazionale. Questi dati evidenziano una crisi che richiede interventi urgenti e mirati.
“Le tre proposte su cui abbiamo avuto l’unanimità riguardano il monitoraggio continuo e preciso del budget di salute”, afferma Gaetano Sgarlata, presidente di Si può fare per il lavoro di comunità ETS. “Il ripristino dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura da media ad alta assistenza. E le piante organiche, ormai inadeguate per affrontare la patologia psichiatrica così come oggi si esprime. Non capiamo se il blocco dipenda da una scelta del decisore politico o dalla parte amministrativa e burocratica della Regione. Chiediamo all’assessore regionale della Salute un incontro, perché questi problemi riguardano tutti i siciliani”.



