In Italia la pressione sul risultato scolastico, la continua esposizione ai social e la cultura della performance hanno creato un terreno fertile per ansia e rabbia tra gli alunni. Le statistiche più recenti mostrano che quasi sei italiani su dieci non hanno mai ricevuto un vero supporto per lo sviluppo della intelligenza emotiva e la metà degli studenti dichiara di non possedere gli strumenti necessari per gestire le proprie emozioni.
Il progetto “Sento Sui sei incontri previsti, psicologi, medici di Medici Senza Frontiere e influencer come Giulia Lamarca e Maurizio Merluzzo dialogano direttamente con le classi, sia in presenza nella Sala Igea di Roma sia in diretta streaming a livello nazionale.
Statistica sul bisogno di competenze emotive
Le ricerche alla base del programma indicano che il 30% della Generazione Z percepisce la rabbia come il sentimento più difficile da esprimere in modo costruttivo, mentre il 24% degli studenti ammette di vivere un costante stato di sofferenza legata all’ansia da prestazione. Oltre il 72% chiede spazi di confronto guidato e sportelli di ascolto strutturati. Il progetto risponde con una piattaforma digitale, videopillole cliniche e l’«Emozionario», un dizionario che parte dal linguaggio quotidiano dei ragazzi.
Strategie adottate: workshop, piattaforme digitali e coinvolgimento di influencer
Ogni sessione fornisce una cassetta degli attrezzi relazionale pensata per aiutare gli adolescenti a nominare i propri sentimenti. Le attività includono esercizi di respirazione, role-play su conflitti e momenti di ascolto attivo tutti accompagnati da testimonianze di giovani noti al pubblico. Danila De Stefano, CEO di Unobravo, sottolinea che “la scuola non deve diventare una terapia, ma può dare ai ragazzi il linguaggio per riconoscere ciò che provano”.
Contesto post-pandemico: come la Covid-19 ha inciso sul benessere giovanile
La crisi sanitaria ha interrotto routine scolastiche e relazioni sociali proprio durante la fase cruciale di costruzione dell’identità. Uno studio tedesco (COPSY) ha seguito 3.312 famiglie dal 2020 al 2025, rilevando una diminuzione della bassa qualità di vita dal 48% (inverno 2020-21) al 22% (autunno 2025). Tuttavia, l’ansia rimane sopra la soglia pre-pandemica, con il 25% dei giovani che segnala sintomi ansiosi.
Risultati dello studio tedesco COPSY
Il monitoraggio ha mostrato anche una stabilizzazione dei sintomi depressivi, ma ha evidenziato che le preoccupazioni per guerre, crisi economiche e cambiamento climatico continuano a pesare sulla salute mentale dei ragazzi.
Indagine HBSC-Italia 2022
In Italia, la sorveglianza HBSC ha registrato un peggioramento del benessere psicologico rispetto al 2018, soprattutto tra le ragazze di 15-17 anni, con più dell’80% che riferisce sintomi psicosomatici (mal di testa, difficoltà a dormire, irritabilità). È importante notare che queste tendenze erano già in crescita dal 2010, perciò la pandemia ha agito su una base già fragile.
Le recenti proteste giovanili e il legame con la gestione delle emozioni
Il 16 ottobre, durante il No Meloni Day, migliaia di studenti hanno manifestato pacificamente contro spese militari e limiti per alunni stranieri. Il giorno successivo, a Milano, piccoli gruppi di minorenni hanno trasformato una protesta sul carovita in scontri con la polizia, lanciando oggetti e danneggiando negozi. Questi episodi hanno messo in luce come la rabbia repressa possa sfociare in violenza quando manca un canale di espressione adeguato.
Le proteste dimostrano che i giovani non sono intrinsecamente violenti, ma hanno un forte bisogno di sentirsi ascoltati e di avere strumenti per canalizzare frustrazione e paura. Il progetto “Sento



