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5 Settembre 2026

Festival della Psicologia dello Sport a Roma: quando la mente diventa parte integrante della performance

Il 5 settembre 2026, Roma ospiterà il primo Festival della Psicologia dello Sport, un evento che metterà in luce l'importanza della mente nello sport.

Festival della Psicologia dello Sport a Roma: quando la mente diventa parte integrante della performance

Lo sport è spesso visto come una sfida fisica, ma c’è un elemento invisibile che può fare la differenza: la mente. Il 5 settembre 2026, Roma ospiterà il primo Festival della Psicologia dello Sport un evento ideato dal dott. Gianluca Panella che si terrà presso il Casa Viola Training Center in via della Camilluccia 120.

Questo festival nasce dalla consapevolezza che, dietro ogni prestazione sportiva, c’è un complesso lavoro mentale. La pressione, l’ansia, la fiducia in sé stessi e la gestione delle emozioni sono tutti fattori che possono influenzare il risultato finale. Il titolo dell’evento, Allenare le emozioni nella pratica sportiva riflette proprio questa filosofia.

Un evento multidisciplinare per atleti e appassionati

La mattinata inizierà con i saluti istituzionali, alla presenza di rappresentanti del CONI della FIGC della Regione Lazio e di Roma Capitale. Questo momento servirà a ricordare come lo sport sia molto più di una semplice competizione: è un mezzo di educazione, socialità e formazione.

Successivamente, sul palco si alterneranno professionisti di diversi ambiti, tra cui medici, psicologi, fisioterapisti e dirigenti sportivi. Tra i relatori ci saranno Leandro Leonardi, Presidente della Boreale, Ubaldo Righetti, Consigliere, e Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina. Claudio Tranquilli, medico dello Sport, contribuirà con la sua prospettiva medica, mentre Riccardo Torquati, Presidente della FISIS, parlerà del rapporto tra sport e professionalità.

La psicologia dello sport sarà rappresentata da Vera Cuzzocrea, Vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Laura Canulla, psicologa giuridica, e dagli psicologi dello Sport Isabella Gasperini e Giuseppe Godino. Non mancheranno i contributi di Stella Coppi Frattini, Vicepresidente della Federazione Italiana Golf, ed Emanuela Perilli, dirigente del CONI, Comitato Regionale del Lazio. Un ruolo significativo sarà svolto anche da Santo Rullo, psichiatra e ideatore del progetto Crazy for Football che ha dimostrato come lo sport possa essere uno strumento di inclusione e benessere.

La psicologia dello sport: un alleato quotidiano

La psicologia dello sport non si limita a ciò che accade pochi minuti prima di una gara. Essa riguarda aspetti fondamentali come l’autostima la motivazione la concentrazione la gestione della pressione, il rapporto con l’errore e la capacità di affrontare una sconfitta senza trasformarla in una bocciatura personale.

Imparare a gestire la tensione o ad accettare una delusione non solo migliora la prestazione sportiva, ma fornisce strumenti utili anche nella vita di tutti i giorni. Il Festival vuole riportare l’attenzione dalla semplice ricerca del risultato alla persona che c’è dietro quel risultato. Vincere è importante, ma lo è anche capire come si è arrivati a quella vittoria. Una sconfitta, se affrontata nel modo giusto, può diventare un passaggio prezioso per conoscersi meglio e ripartire.

Un’esperienza concreta per tutti

Dalle 11.30, il Festival offrirà anche attività multisport come calcio, tennis, padel, pickleball, golf e arti marziali. L’obiettivo è trasformare il confronto in un’esperienza concreta, ricordando che la psicologia non serve soltanto quando esplode un problema. Può prevenire il disagio, sostenere la motivazione e aiutare bambini, famiglie, allenatori e professionisti a vivere lo sport senza essere schiacciati dal risultato.

L’ingresso è libero e l’evento è aperto a tutti. Il messaggio finale è chiaro: per correre più forte, saltare più in alto o giocare meglio, bisogna allenare il corpo. Ma per affrontare davvero una sfida, bisogna imparare ad allenare anche la mente. E, soprattutto, a conoscere quella parte di noi che entra in campo ogni volta che indossiamo una maglia, allacciamo le scarpe e scegliamo di metterci alla prova.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.