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19 Ottobre 2026

Il futuro della Space Economy tra donne e uomini: dati e testimonianze

Le donne protagoniste della ricerca spaziale: numeri, testimonianze e proposte per una maggiore parità

Il futuro della Space Economy tra donne e uomini: dati e testimonianze

Nel panorama scientifico italiano la presenza femminile sta assumendo un ruolo sempre più centrale, soprattutto nel settore aerospaziale. Patrizia Caraveo, presidente della Società Astronomica Italiana dal 2025 e curatrice del festival “Donne fra le stelle”, ha portato l’evento quest’anno a Padova, scegliendo la città universitaria per avvicinare le giovani al mondo della ricerca. Le sue parole sottolineano: «I neuroni delle donne rappresentano la metà del totale mondiale, quindi il loro contributo è imprescindibile per il futuro dello spazio».

Statistica della Space Economy italiana e il divario di genere

Secondo gli ultimi dati, la Space Economy in Italia produce circa 8 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega più di 23 000 professionisti. Tuttavia, nell’up-stream spaziale – tutte le attività dirette verso il lancio e la gestione di satelliti – il 77,1 % dei lavoratori è maschile mentre le donne ne costituiscono solo 22,9 %. Il divario comincia già dal percorso formativo: tra i laureati in discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) con età compresa tra 20 e 29 anni, solo il 14,2 % delle donne ottiene una laurea rispetto ai loro coetanei maschi.

Le radici culturali del gap

Caraveo ricorda che le materie STEM non hanno un “genere”, ma le aspettative sociali conferiscono loro un colore. Quando in famiglia a una bambina si dice “se la matematica non è per te, non è un problema”, si alimenta lo stereotipo che poi si traduce in scelte educative limitate. Eventi come “Donne fra le stelle” mirano a rompere questi schemi, mostrando modelli di ruolo capaci di dimostrare che le donne possono eccellere anche in ambiti tradizionalmente dominati dagli uomini.

Voci femminili che guidano l’innovazione spaziale

Tra le professioniste più influenti, Valentina Boccia ingegnera aerospaziale presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), evidenzia che una maggiore rappresentanza femminile è una questione di competitività e eccellenza. “Le attività spaziali migliorano la vita di tutti e richiedono i migliori talenti; le donne devono vedere se stesse al centro di questo futuro”, afferma. Boccia sottolinea inoltre l’importanza di politiche che favoriscano l’equilibrio vita-lavoro, il supporto alle famiglie e il congedo parentale, elementi chiave per aumentare la partecipazione femminile.

All’interno dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la vice-direttrice Barbara Negri dichiara che il personale è equamente distribuito al 50 % tra uomini e donne, ma che la disparità persiste nei ruoli dirigenziali. “Le capacità femminili, la loro visione più ampia, sono indispensabili per decisioni strategiche”, spiega, chiedendo una maggiore presenza di donne nei consigli di amministrazione e nei comitati direttivi.

Un esempio storico è rappresentato da Alessia Moretti astrofisica dell’Osservatorio Astronomico di Padova (INAF). Quando ha iniziato la sua carriera vent’anni fa, le colleghe erano contate su una mano. Oggi, grazie a iniziative mirate, la presenza femminile sta crescendo, ma la sfida rimane: “Le donne non chiedono privilegi, chiedono pari opportunità. Concedere loro lo spazio è vantaggioso per tutti, soprattutto per le bambine che sognano le stelle”.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.