Nel febbraio 2025 la maison francese Chanel ha vissuto due eventi che hanno segnato un vero e proprio spartiacque nella sua storia contemporanea. Da un lato, Virginie Viard, che per oltre tre decenni ha incarnato l’eredità di Karl Lagerfeld, è stata improvvisamente esclusa dal suo ruolo di direttrice creativa; dall’altro, il giovane designer Matthieu Blazy, ex capo creativo di Bottega Veneta, ha debuttato alla guida della casa, generando una frenesia d’acquisto definita Blazymania.
Il libro di Viard e l’addio inatteso
Ventisette giorni dopo il suo licenziamento, Viard ha pubblicato Un regard: une vie chez Chanel tradotto in italiano con il titolo La mia vita da Chanel. Il volume, uscito due anni dopo la sua partenza, ricostruisce i 37 anni trascorsi nella maison dipingendo il rapporto con Lagerfeld come una sorta di braccio destro e sinistro del maestro. Nel racconto, il momento decisivo avviene durante un pranzo nella storica Rue Cambon, dove Alain Wertheimer, presidente esecutivo, le comunica seccatamente: “La finiamo qui”, senza alcuna spiegazione ulteriore. Viard descrive la scena come “un annuncio improvviso e il mio silenzio attonito”.
Rivalità e rimpianti
Nel suo scritto, Viard non risparmia critiche verso la struttura di potere di Chanel. La mancanza di un vice, la competizione con Amanda Harlech – musa di Lagerfeld che spesso prendeva la scena durante le sfilate – e la sensazione di essere relegata a un intervallo tra gli applausi hanno alimentato un crescente senso di ingiustizia. La nostalgia per il lavoro su corte e confezione dove era solita tradurre le idee di Lagerfeld in capi tangibili, è contrapposta al dolore di non aver ricevuto il riconoscimento pubblico che meritava.
L’ascesa di Matthieu Blazy e la nascita della Blazymania
Un anno dopo, la nomina di Matthieu Blazy ha spinto Chanel verso una direzione più audace. La sua prima collezione Primavera/Estate 2025, presentata al Grand Palais di Parigi con un’ambientazione notturna popolata da enormi gabbiani, ha omaggiato la fondatrice Gabrielle Chanel attraverso una serie di identità femminili sovrapposte. Blazy ha interpretato la metafora delle “donne dentro una donna”, trasformando la storia della stilista in una narrazione di molteplicità di volti.
Innovazioni sartoriali e simbolismo aviario
Il nuovo tweed smocked più leggero grazie a una speciale elasticità, ha rivoluzionato il classico tailleur Chanel, rendendolo quasi trasparente e disegnato per scivolare sui fianchi come una seconda pelle. La collezione ha inoltre giocato con la sartoria maschile: giacche da giorno e da sera sono state sfilate come gilet, trasformate in tailleur a tubino o in abiti da sera anni Trenta decorati con paillettes e ricami a perla. Il volo degli uccelli – rondoni e rondini – è stato ripreso in bottoni, gioielli e motivi ricamati, sottolineando il tema della libertà.
Blazymania: la risposta del mercato
La risposta dei consumatori è stata immediata e travolgente. Alix Morabito, responsabile degli acquisti per Galeries Lafayette, ha dichiarato che le liste d’attesa per gli articoli firmati Blazy superano spesso le settimane, creando una dinamica di desiderabilità e scarsità senza precedenti. Pierre Groppo, caporedattore di Vanity Fair, ha osservato che Blazy ha “abbattuto i codici del marchio, proiettandoli in una nuova era”, ma ha anche avvertito che l’attuale hype impone al direttore creativo di mantenere costante quel livello di eccitazione.
Mentre Viard chiude il capitolo della continuità post-Lagerfeld, Blazy avvia una fase di sperimentazione che ha già ridisegnato il modo in cui i clienti percepiscono il lusso francese. La Blazymania rappresenta il nuovo motore di crescita, mentre le memorie di Viard restano un monito sul valore delle relazioni interne e sulla fragilità dei giochi di potere all’interno delle grandi case di moda.



