Salta al contenuto
22 Settembre 2026

IPO di Nabla: dettagli su capitalizzazione, incentivi fiscali e futuro

Nabla si immette in Borsa con un pacchetto di incentivi fiscali, una capitalizzazione di 20 milioni e ambiziosi progetti di sviluppo.

IPO di Nabla: dettagli su capitalizzazione, incentivi fiscali e futuro

Il marchio di make-up nato a Roma nel 2013 ha compiuto il suo ingresso a Euronext Growth Milan con un prezzo di €3 per azione, chiudendo la prima giornata con un +3,65% rispetto al valore di ammissione. Il risultato è stato alimentato da un doppio bonus fiscale concesso dalla Regione Lombardia e dal governo nazionale, una prima per il settore della bellezza che ha reso più conveniente la quotazione per una piccola impresa.

Il CEO e co-fondatore Cristiano De Simone, insieme a Serena Senise, ha dichiarato che la decisione di quotarsi era una tappa naturale della crescita annuale dell’azienda. L’obiettivo è rafforzare la governance, aumentare la visibilità e accelerare l’espansione in segmenti affini, come skincare e haircare, senza escludere la possibilità di acquisire marchi già consolidati nel panorama della cosmetica.

Dettagli dell’IPO e incentivi fiscali

Nel complesso l’offerta ha raccolto €5,5 milioni, di cui €4,8 milioni provenienti dalla vendita di azioni e €0,7 milioni dal potenziale esercizio dell’over-allotment. Con un flottante pari al 24,2 % e una capitalizzazione iniziale di €19,8 milioni (salendo a €20,5 milioni se si considera l’intero over-allotment), Nabla rientra nella fascia di mercato compresa tra €50 e €100 milioni. Secondo il nuovo listino di Euronext, le aziende di questa dimensione pagano una commissione variabile dello 0,065 % più una quota fissa di €20 000, il minimo previsto, che per Nabla risulta molto più contenuto rispetto a precedenti cicli di quotazione.

Il bonus fiscale della Lombardia, combinato con l’incentivo nazionale, ha ridotto in maniera significativa gli oneri tributari legati all’emissione di nuove azioni, rendendo la procedura più attrattiva per le PMI innovative. Tali agevolazioni, introdotte per favorire l’ingresso di realtà ad alto valore aggiunto nei mercati finanziari, rappresentano uno dei fattori chiave dietro la decisione di Nabla di procedere con la quotazione.

Governance, investitori chiave e progetti di espansione

L’investimento strategico di Jörg Mingers, ex manager di Douglas, ha garantito a Nabla un anchor investor con circa il 3 % delle quote, affiancato da DMO, anch’esso presente nel consiglio di amministrazione. Mingers ha sottolineato la solidità del marchio, definendolo “un’azienda made in Italy di tredici anni, non una meteora, ma una realtà costruita su passione e innovazione”.

Nel 2025 l’azienda ha chiuso con un utile netto di €1,47 milioni e una posizione finanziaria netta positiva di €1,4 milioni, dati che confermano la capacità di generare risorse interne per sostenere la crescita. Il capitale appena raccolto sarà destinato a potenziare la ricerca e lo sviluppo di formule vegane e cruelty-free, nonché a consolidare la presenza internazionale grazie a campagne mirate e a una rete distributiva potenziata.

Il contesto italiano delle IPO: costi, delisting e politiche di sostegno

Il caso Nabla si inserisce in un panorama borsistico caratterizzato da una riduzione delle nuove ammissioni su Euronext Milan. Nel 2025 sono state registrate 21 quotazioni, tutte su EGm, mentre sono stati segnalati 30 delisting per un valore complessivo di €2,5 miliardi. I costi di ammissione sono aumentati notevolmente per le società con capitalizzazione compresa tra €50 e €100 milioni, ma il listino minimo di €20 000 ha tutelato le realtà più piccole da un impatto eccessivo.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il progetto FNSI, sta tentando di stimolare gli investimenti nelle mid-cap e small-cap con un fondo da €750 milioni. Tuttavia, le difficoltà di liquidità e l’interesse limitato dei gestori verso EGm continuano a rappresentare ostacoli per le PMI quotate, rendendo gli incentivi fiscali come quelli ottenuti da Nabla ancora più cruciali per incentivare nuovi ingressi nella borsa.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.