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22 Agosto 2026

La poesia di una detenuta vince il Premio Afrodite: un viaggio di riscatto

Una poesia scritta in carcere conquista il primo premio al concorso Afrodite 2026. Scopri come 'Ave Maria piena di rabbia' ha commosso la giuria e il pubblico.

La poesia di una detenuta vince il Premio Afrodite: un viaggio di riscatto

In un angolo del Salento, tra le mura della Casa Circondariale di Lecce, è nata una poesia che ha saputo toccare le corde più profonde dell’animo umano. ‘Ave Maria piena di rabbia’ ha vinto il Premio Afrodite 2026 un riconoscimento promosso dalla Delegazione Salento di Ambiente Mare Italia, con il patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente della Città di Nardò.

La cerimonia di premiazione si è tenuta domenica alla Darsena di Santa Caterina di Nardò, dove i versi della detenuta hanno conquistato sia la giuria che il pubblico. La poesia, scritta nella sezione femminile di media sicurezza, è emersa tra oltre sessanta composizioni poetiche provenienti da tutta Italia.

Un messaggio di riscatto e speranza

I versi di ‘Ave Maria piena di rabbia’ raccontano una storia di sofferenza e redenzione di rabbia e speranza. ‘Il sole sorge/ mi sveglio all’alba/ sezione femminile/ rimpianti senza fine/ la mia vita/ in mano alla follia/ reiterazione/ la tua prigione/ rabbia e rancore/ nostra alimentazione/ Ave Maria piena rabbia/ mi son pentita/ aprite sta gabbia’ sono solo alcuni dei passaggi che hanno colpito profondamente la giuria.

L’assessora all’Ambiente e all’Istruzione della Città di Nardò, Mariacristina Libetta, ha sottolineato come la giuria abbia premiato non solo la qualità poetica del testo, ma anche il percorso di riscatto umano compiuto dall’autrice. ‘La poesia non conosce confini, né pregiudizi: parla all’uomo e alla donna nella loro essenza più profonda’, ha dichiarato.

Il ruolo dell’arte nella riabilitazione

A ritirare il premio è stata la Garante dei Diritti delle persone private di libertà personale per la città di Lecce, Maria Mancarella, insieme a Eleonora Rosato, coordinatrice del progetto ‘Libere di leggere’ del carcere di Borgo San Nicola. Mancarella ha evidenziato come la scrittura, la lettura e l’arte siano strumenti fondamentali nei percorsi riabilitativi.

‘La poesia dimostra come, anche nei luoghi della privazione della libertà, possano nascere parole capaci di interrogare la coscienza collettiva e di parlare a tutti, al di là delle condizioni personali di chi le ha scritte’, ha affermato. Il carcere di Lecce, con i suoi quasi 1500 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 780 posti, è un esempio di come l’arte possa diventare un mezzo di liberazione e crescita personale.

Gli altri premiati e il Lungomare dei Poeti

Il secondo premio è stato conferito a Pina Petracca di Surano per la poesia ‘Dio aveva i piedi di mio padre’, mentre il terzo premio è andato a Francesco Rucco di Lecce per ‘Nel silenzio fragile’. La giuria, composta da rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura, del giornalismo e della scuola, ha decretato un quarto posto ex aequo per tutti gli altri partecipanti.

La cerimonia ha visto i versi premiati declamati dall’attore Dario Marangio e gli interventi musicali del violinista Domenico Zezza. Le poesie vincitrici sono state incise su ceramica e verranno installate sul lungomare di Santa Caterina di Nardò, dando vita al ‘Lungomare dei Poeti’.

‘L’augurio è che già dall’edizione 2027 tutte le maioliche possano trovare spazio sul waterfront di Santa Caterina’, ha detto il curatore del Premio Afrodite e delegato di Ambiente Mare Italia, Antonio Inguscio. Il ‘Lungomare dei poeti’ sarà un’opera collettiva che crescerà anno dopo anno, trasformando Santa Caterina in uno spazio dove la bellezza del paesaggio incontra la forza dei versi.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.