Il libro Psicologia per le arti performative scritto da Chiara Carlotta Leonetti e pubblicato da Carocci nella collana Manuali Faber, colma una lacuna importante nella letteratura italiana. Per la prima volta è disponibile un testo che affronta in modo sistematico le particolarità psicologiche di chi lavora in teatro, cinema, televisione e danza, senza ricorrere a modelli sportivi spesso inadeguati.
Leonetti, che ha maturato esperienza come attrice, danzatrice e coreografa, combina la sua conoscenza pratica con un percorso accademico in psicologia e psicoterapia. Il risultato è un volume che spazia dalla teoria alle applicazioni concrete, offrendo a registi, interpreti e tecnici un “toolkit” psicologico pensato per le specificità del palcoscenico.
Obiettivi e contenuti del nuovo manuale
Il progetto nasce con l’intento di fornire una guida operativa per gestire le sfide emotive e corporee tipiche del mondo dello spettacolo. Il testo è suddiviso in capitoli che alternano ricerche internazionali, testimonianze di professionisti e proposte pratiche. Tra i temi trattati troviamo l’ansia da prestazione la regolazione degli stati affettivi, l’attenzione, la costruzione dell’identità scenica e le dinamiche di gruppo in contesti precari.
Arti performative e sport: differenze fondamentali
Leonetti evidenzia che, a differenza dello sport dove la performance è spesso misurabile con parametri oggettivi, nel palcoscenico il giudizio è altamente soggettivo. L’interprete mette in gioco corpo, emozioni e parti della propria identità, creando un legame intimo con il personaggio. Questa distinzione richiede strumenti psicologici specifici, non più solo quelli sviluppati per atleti.
Temi centrali: ansia, identità, corpo e dinamiche di gruppo
Il capitolo dedicato all’ansia da prestazione analizza come la pressione a “essere perfetti” influisca sulla salute mentale, proponendo tecniche di respirazione, mindfulness e ristrutturazione cognitiva adattate al contesto scenico. La sezione sull’identità indaga il rapporto fra l’artista e il ruolo interpretato, mostrando come le storie drammatiche possano riattivare vissuti personali e, talvolta, generare conflitti interiori.
Pressioni estetiche, infortuni e cambiamenti fisiologici
Leonetti dedica ampio spazio alla dimensione corporea le pressioni estetiche, la percezione dell’immagine di sé e il rischio di infortuni sono analizzati alla luce di studi di neuroscienze e di ricerca sul movimento. Viene spiegata la plasticità cerebrale che permette al corpo di adattarsi a diverse coreografie, ma anche i pericoli di un eccessivo sforzo fisico, soprattutto per attori e cantanti che devono sostenere lunghi turni di riprese.
Il ruolo dello psicologo nella produzione e prospettive future
Il volume sottolinea l’importanza di inserire lo psicologo all’interno delle produzioni cinematografiche, teatrali e televisive. Non si tratta solo di intervenire in situazioni di crisi, ma di sviluppare una cultura preventiva che tuteli tutti i membri del team, dalle troupe alle star. Leonetti propone protocolli etici e competenze cliniche specifiche, auspicando una collaborazione più stretta tra salute mentale e industria dello spettacolo.
Con dati provenienti da un’indagine del 2023 su oltre 800 attori professionisti, l’autrice dimostra che gli artisti presentano una vulnerabilità maggiore a ansia e depressione rispetto alla popolazione generale. Questi risultati hanno spinto la proposta di politiche di supporto più strutturate, volte a rendere il lavoro creativo più sostenibile nel tempo.



