Nel cuore della devastazione causata dall’alluvione in Nepal, una storia di resilienza e speranza ha commosso il mondo. Chandika Kumari Shrestha, una donna di 64 anni, è stata trovata viva dopo dieci giorni sotto le macerie della sua abitazione a Betrawati, nel distretto di Nuwakot. La sua sopravvivenza è un miracolo che ha ridato speranza a migliaia di persone colpite dalla catastrofe.
L’alluvione che ha colpito il Nepal ha lasciato un bilancio drammatico: oltre 1.300 vittime accertate e migliaia di dispersi. In questo scenario di desolazione, il ritrovamento di Chandika rappresenta una luce di speranza. La donna era rimasta intrappolata sotto fango e detriti, ma una piccola sacca d’aria formatasi nello spazio in cui si trovava le ha permesso di sopravvivere.
La casa distrutta e la sacca d’aria salvifica
L’abitazione di Chandika era un edificio di quattro piani, completamente distrutto dall’acqua. Fango e detriti avevano sommerso gran parte della struttura, lasciando soltanto alcuni spazi tra le macerie. Durante le operazioni di ricerca e ripulitura, una squadra di soccorritori ha sentito una voce provenire dai resti dell’edificio: era Chandika che chiedeva aiuto.
La donna si trovava in uno spazio estremamente ristretto, circondata da fango e detriti. Secondo la ricostruzione dei soccorritori, Chandika era riuscita a rimanere in vita grazie a una sacca d’aria formatasi tra acqua, fango e macerie. Questo spazio, seppur piccolo, è stato sufficiente a permetterle di resistere fino all’arrivo dei soccorritori.
Il salvataggio e il trasferimento a Kathmandu
L’operazione di recupero non è stata semplice. La donna era bloccata in uno spazio angusto e i soccorritori hanno dovuto procedere con attenzione per raggiungerla senza provocare ulteriori crolli. Dopo circa 45 minuti di lavoro, Chandika è stata finalmente estratta viva dalle macerie. Le immagini diffuse dall’esercito nepalese mostrano la donna ricoperta di fango mentre viene portata fuori dalla zona devastata.
Una volta liberata, la donna è stata trasferita rapidamente in elicottero a Kathmandu, dove è stata portata in un ospedale militare. Il trasferimento ha permesso di affidarla rapidamente alle cure dei sanitari dopo i dieci giorni trascorsi sotto le macerie. La sua sopravvivenza è stata accolta con grande emozione anche dagli stessi soccorritori che l’hanno individuata.
La telefonata che ha cambiato tutto
La notizia del ritrovamento ha raggiunto poco dopo i familiari. Per loro è stato un momento difficile da credere: avevano già iniziato i riti di lutto per la perdita della donna e si sono improvvisamente trovati davanti alla notizia che Chandika era viva. Una vicenda che ha trasformato una storia di disperazione in una delle poche notizie positive arrivate dalle zone devastate dall’alluvione.
In Nepal continuano le operazioni di ricerca per individuare persone ancora disperse. La catastrofe ha provocato un bilancio drammatico, con oltre 1.300 vittime accertate e migliaia di persone ancora disperse. Le squadre di soccorso hanno continuato a lavorare tra fango, detriti e strutture distrutte alla ricerca di eventuali superstiti.
Il caso di Chandika non è stato l’unico ritrovamento straordinario avvenuto nei giorni successivi all’alluvione. Nello stesso periodo, i soccorritori nepalesi hanno infatti trovato vivo anche un uomo di origine cinese, Lu Haitao, rimasto intrappolato per dieci giorni all’interno di un tunnel del progetto idroelettrico Upper Trishuli-1. Questi salvataggi hanno mantenuto accesa la speranza mentre proseguivano le ricerche dei dispersi.
La storia di Chandika Kumari Shrestha ha un elemento che la rende ancora più incredibile: la sua famiglia aveva già iniziato i riti funebri. Quando i soccorritori hanno sentito quella voce tra le macerie, nessuno si aspettava di trovare una persona viva dopo così tanti giorni. Invece Chandika era lì, nascosta sotto fango e detriti, in attesa che qualcuno riuscisse a raggiungerla.
L’alluvione ha lasciato dietro di sé migliaia di famiglie colpite e un bilancio pesantissimo. In questo scenario, il salvataggio della 64enne rappresenta una delle storie più sorprendenti emerse dalle operazioni di soccorso. Dieci giorni dopo essere stata data per morta, Chandika è stata trovata viva nella sua casa distrutta, grazie a una piccola sacca d’aria tra le macerie. La sua voce, sentita quasi per caso dai soccorritori, ha cambiato completamente il destino di una famiglia che aveva già iniziato a piangerla.



