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Negli ultimi report ISTAT il tasso di dispersione scolastica in Italia è sceso all’8,2% nel 2026, un risultato che anticipa di cinque anni l’obiettivo fissato dall’UE per il 2030. Questa riduzione non è solo un dato nazionale: anche il Mezzogiorno mostra segnali di recupero, con un valore attestato all’8,4%. Come comunicato dal ministero dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, i numeri confermano un’inversione di tendenza che merita un’attenzione dettagliata sui fattori che l’hanno resa possibile.
Tra le leve che hanno inciso maggiormente figura il potenziamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) in modalità duale, sostenuti dalle risorse del PNRR (Missione 5 – Investimento 3). Il sistema ha superato le attese: sono stati formati 189.000 giovani rispetto ai 90.000 previsti, mentre le regioni del Sud hanno registrato performance pari al 250% del target. Queste cifre suggeriscono che l’approccio pratico e integrato scuola-impresa sta producendo effetti concreti sulla presenza scolastica e sulle possibilità formative dei giovani.
Il ruolo del modello duale
Il modello duale unisce l’offerta didattica delle istituzioni con l’esperienza diretta in azienda, creando percorsi che sono al contempo formativi e professionali. In pratica, l’apprendimento duale alterna momenti in aula a periodi in contesti lavorativi reali, garantendo competenze spendibili sul mercato. Questa formula risulta particolarmente efficace per studenti che avevano incontrato difficoltà nei percorsi tradizionali: grazie a un approccio più esperienziale e personalizzato, si favorisce il recupero del motivo di studio e l’aumento del successo formativo. Il finanziamento PNRR ha permesso di ampliare l’offerta, rafforzare le partnership con le imprese e rendere il sistema più attrattivo per i giovani.
Dati e investimenti che hanno sostenuto il cambiamento
Nel triennio 2026–2026 il modello è stato sostenuto da circa 600 milioni di euro del PNRR, risorse impiegate per ampliare i percorsi, formare i tutor e potenziare le strutture. A partire dal 2026 il Ministero ha previsto un incremento progressivo delle risorse nazionali per la IeFP: a regime le risorse supereranno i 500 milioni di euro l’anno, raddoppiando l’impegno statale e rappresentando un investimento straordinario negli ultimi 25 anni. Questi stanziamenti sono pensati per consolidare il modello e garantirne la sostenibilità nel tempo.
Risultati regionali: esempi concreti
I numeri regionali mostrano come la diffusione della modalità duale abbia impatti territoriali differenziati ma significativi. In Campania gli iscritti ai percorsi duali sono passati da 734 nell’anno formativo 2026–2026 a 4.315 nel 2026–2026, con un aumento del 588%. Contemporaneamente il tasso di successo formativo è cresciuto dal 42% al 75% nello stesso arco temporale, segno che l’espansione non si è limitata alla quantità ma ha migliorato anche la qualità dei percorsi.
Il caso della Sicilia e l’attenuazione del divario Nord–Sud
La Sicilia si distingue tra le regioni meridionali: con 24.631 percorsi IeFP in modalità duale conclusi con successo, si colloca al terzo posto a livello nazionale dopo Lombardia e Veneto. Questo contributo è rilevante nella strategia per ridurre il divario storico tra Nord e Sud, perché dimostra che l’investimento in percorsi professionalizzanti può trasformarsi in un volano per l’occupabilità locale e per la retention dei giovani nei territori più esposti al calo demografico.
Impatto sui giovani e prospettive future
L’espansione della IeFP duale si traduce in un aumento delle opportunità concrete per i ragazzi: migliori collegamenti con le imprese favoriscono l’inserimento lavorativo e la costruzione di percorsi professionali coerenti. Per i territori, in particolare nel Mezzogiorno, questo significa contrastare la fuga di competenze e sostenere l’economia locale. Per consolidare questi risultati servirà mantenere standard elevati di qualità formativa, rafforzare il legame scuola-impresa e assicurare continuità di risorse. Come sottolinea il ministero del Lavoro, è essenziale mettere al centro i giovani e i loro talenti per trasformare i numeri positivi in cambiamento strutturale.
Per chi desidera approfondire, il dicastero ha messo a disposizione i dati di dettaglio che illustrano l’andamento dei percorsi e l’impatto territoriale: consultare le statistiche ufficiali permette di valutare progressi, aree critiche e step successivi per rendere stabile e diffuso il successo della IeFP in modalità duale.

