Il Rapporto Invalsi 2026 ha messo in luce una situazione preoccupante nelle scuole primarie italiane. Quasi 4 bambini su 10 non raggiungono il livello base in matematica un dato che solleva interrogativi importanti sullo stato dell’istruzione dei nostri più piccoli.
Le prove sostenute da oltre 2,3 milioni di studenti hanno mostrato un quadro misto: da un lato, miglioramenti in italianoinglese e competenze digitali dall’altro un calo significativo nelle competenze matematiche, soprattutto tra gli alunni delle elementari.
Matematica: il punto critico
I dati parlano chiaro: sia in seconda che in quinta elementare, solo poco più del 60% degli alunni raggiunge il livello base in matematica. Questo significa che quasi il 40% fatica ad acquisire competenze fondamentali. Inoltre, rispetto al 2019, i risultati medi sono diminuiti di circa l’8-10%. Prima della pandemia, oltre il 70% degli studenti raggiungeva gli obiettivi minimi.
Gli esperti attribuiscono questo calo alle difficoltà legate alla pandemia, che ha segnato gli anni di crescita di questi bambini con lezioni a distanza, classi chiuse e relazioni interrotte. Un’esperienza che continua a riflettersi sugli apprendimenti.
Italiano: qualche segnale positivo
Se la matematica resta la materia più critica, l’italiano mostra un quadro più complesso. Le notizie migliori arrivano dagli studenti dell’ultimo anno delle superiori, dove cresce la quota di chi raggiunge il livello atteso. Particolarmente significativo è il miglioramento registrato nel Mezzogiorno, che riduce lentamente il divario con il resto del Paese.
Alle elementari, invece, la situazione resta delicata. In seconda primaria, solo il 67% dei bambini raggiunge il livello base nella comprensione del testo, contro il 73% registrato prima della pandemia. Un dato che richiama l’attenzione su una competenza fondamentale: comprendere ciò che si legge significa poter imparare tutto il resto.
Inglese e competenze digitali in crescita
Le competenze in inglese continuano a migliorare in tutti i cicli scolastici. In quinta elementare, oltre nove bambini su dieci raggiungono il livello A1 nella lettura e l’85% nella comprensione orale. Anche alle medie e alle superiori i risultati confermano un trend positivo.
In crescita anche le competenze digitali soprattutto tra gli studenti più grandi, segno che la scuola sta lentamente recuperando terreno su un fronte sempre più centrale per il futuro.
Meno dispersione scolastica
Tra le notizie più incoraggianti c’è quella sulla dispersione scolastica. Nel 2026 il tasso di abbandono precoce scende al 7,3%, il valore più basso mai registrato nel nostro Paese. L’Italia raggiunge così con quattro anni di anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2030.
Dal 2019 a oggi sono circa 520 mila i giovani in più che sono rimasti nel sistema scolastico fino al conseguimento del diploma o di una qualifica.
I dati Invalsi non raccontano soltanto il rendimento degli studenti. Raccontano quanto il contesto, le opportunità educative e gli investimenti nei primi anni di scuola possano fare la differenza. Perché se è vero che molti ragazzi recuperano negli anni successivi, è altrettanto vero che le disuguaglianze iniziano spesso molto presto. Ed è proprio nelle aule delle elementari che si decide, almeno in parte, il futuro educativo di un bambino.
Per questo il dato sulla matematica può essere letto come un invito a guardare ai più piccoli con maggiore attenzione, sostenendo insegnanti, famiglie e scuole. Perché ogni competenza non acquisita oggi rischia di trasformarsi, domani, in un’opportunità perduta.



