Negli ultimi mesi la psicologia dello sport ha assunto un ruolo centrale nella programmazione delle politiche europee. Un incontro tenutosi al Parlamento di Bruxelles, intitolato “Hikikomori: prospettive europee per azioni di prevenzione del fenomeno e buone prassi italiane”, ha riunito esperti, istituzioni e rappresentanti di diversi settori sportivi per discutere strategie di tutela dei giovani atleti.
Tra i partecipanti, spiccava la figura di Giovanni Lodetti psicologo clinico specializzato nello sport, tecnico di scherma e membro del Gruppo di Lavoro della FIS per gli sport per disabili intellettivi. Lodetti ha illustrato come la prevenzione psicologica possa essere integrata nei programmi di allenamento, sottolineando l’importanza di un approccio educativo che vada oltre la mera performance fisica.
Il dibattito a Bruxelles: psicologia, giovani e fencing
L’iniziativa, promossa dall’eurodeputata Mariateresa Vivaldini in collaborazione con Panathlon International e il Panathlon Club Milano, ha messo in luce le buone pratiche italiane nel contrastare il fenomeno dell’Hikikomori, una forma di isolamento sociale che colpisce molti adolescenti, compresi gli sportivi. Lodetti ha presentato dati recenti che mostrano un aumento del 12% di casi di isolamento tra gli atleti under 18, evidenziando la necessità di interventi mirati.
Le proposte di Giovanni Lodetti per i giovani atleti
Lodetti ha proposto tre linee d’azione: prima, l’adozione di sessioni di counseling regolari all’interno delle federazioni sportive; seconda, la formazione di coach e dirigenti sportivi su tematiche psicologiche; terza, la creazione di spazi di ascolto confidenciali nelle strutture allenanti. Secondo le sue parole, “un atleta che sente di poter parlare dei propri timori è già a metà del percorso di recupero”.
Athletics Mind: la prima piattaforma digitale per la salute mentale degli atleti
Parallelamente alle discussioni istituzionali, nasce un’iniziativa imprenditoriale guidata dall’ex difensore della nazionale italiana Andrea Ranocchia. Il progetto, denominato Athletics Mind è una piattaforma web e mobile progettata per inserire la salute mentale nella routine giornaliera di allenamento con la stessa naturalezza di una sessione di palestra.
Chi c’è dietro il progetto e la rete di sostenitori
Il team di sviluppo comprende Luca Biondi (CEO), Michele Cucchiarini (CTO) e Luca Simonetti (CFO), oltre a più di trenta specialisti in psicologia sportiva e nutrizione. La piattaforma è coordinata da Lucia Bocchi, psicoterapeuta e psicologa dello sport, e dal medico nutrizionista Andrea Valigi. Tra i sostenitori più noti figurano ex campioni come Massimo Ambrosini, Alessandro Bastoni, Fabio Fognini e Andrea Pirlo, che hanno sottolineato l’importanza di normalizzare il tema della salute mentale negli ambienti agonistici.
Obiettivi e impatto sull’intero ecosistema sportivo
Athletics Mind mira a diventare un punto di riferimento non solo per gli atleti, ma anche per allenatori, famiglie e società sportive. Oltre a fornire consulenze individuali, la piattaforma offre percorsi di monitoraggio a lungo termine, garantendo la protezione dei dati sensibili degli utenti. Il modello “Human First” promuove l’idea che dietro ogni risultato sportivo vi sia una persona con le proprie fragilità, e che il benessere psicologico sia una leva strategica per la longevità della carriera e la gestione degli infortuni.



