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29 Ottobre 2026

Prevenzione olistica: medicina, psicologia e spiritualità in azione

Un evento ha mostrato come ascoltare il proprio corpo, gestire le paure e trovare sostegno nella fede per una salute completa.

Prevenzione olistica: medicina, psicologia e spiritualità in azione

Il 27 ottobre il Tempio Beth El è stato teatro di una serata dedicata alla prevenzione a tutto tondo, organizzata da Edoardo Funaro in memoria della madre, Rebecca Soued Funaro Z”L. L’incontro ha voluto dimostrare che prendersi cura di sé non si limita a esami di routine, ma richiede attenzione al corpo, alla mente e allo spirito.

Parallelamente, l’Orto Botanico della città ospita i “Dialoghi sulla prevenzione”, un ciclo di incontri gratuiti in cui medici, genetisti e nutrizionisti illustrano come trasformare la ricerca scientifica in scelte quotidiane, dal test BRCA alle linee guida sull’attività fisica.

Medicina preventiva: diagnosi precoce e controllo personalizzato

Durante la serata al Beth El, la dottoressa Karen Hannuna ha ricordato che la prevenzione non può eliminare il rischio di malattia, ma può ridurlo notevolmente grazie a controlli mirati. Ha sottolineato l’importanza di riconoscere segnali fisici, come cambiamenti cutanei o variazioni di peso, e di rivolgersi a professionisti per valutazioni su misura, indipendentemente dalla presenza di fattori genetici noti.

Il messaggio chiave è stato chiaro: ogni individuo, non solo chi ha una predisposizione familiare, deve dare alla medicina gli strumenti per intervenire tempestivamente. In questo modo, le terapie – anche quelle più innovative – hanno maggiori probabilità di successo.

Psicologia e gestione della paura: superare l’ansia del controllo

La psicologa Sharon Rubin ha affrontato l’ostacolo più diffuso: la paura di una diagnosi. Ha illustrato come l’ansia possa spingere le persone a posticipare gli esami, in una sorta di “sabbie mobili” emotive dove l’agitazione peggiora la situazione. La chiave è riconoscere la paura senza lasciarsene paralizzare, trasformandola in motivazione per prenotare il controllo.

Rubin ha anche evidenziato il ruolo dell’attesa dei risultati, che spesso alimenta pensieri catastrofici. Distinguere tra immaginazione e realtà – ricordando che i pensieri non sono verità assolute – è fondamentale per mantenere la serenità. Inoltre, ha ribadito che il supporto psicologico resta cruciale anche dopo una diagnosi, poiché la malattia può influenzare l’autostima, la percezione della femminilità e le relazioni interpersonali.

Psicologo vs. psichiatra: due professioni, due approcci complementari

Un ulteriore approfondimento è emerso nel dibattito grazie a una nota riflessione sul fraintendimento comune tra psicologia e psichiatria. La psichiatria è una branca della medicina che, oltre alla diagnosi, può prescrivere farmaci; la psicologia, invece, è una scienza autonoma che studia processi mentali, emotivi e comportamentali. Gli psicologi utilizzano strumenti di valutazione, prevenzione e riabilitazione senza ricorrere a farmaci, a meno che non abbiano una formazione specifica in psicoterapia.

Questa distinzione è importante perché la sofferenza psicologica non sempre corrisponde a un disturbo clinico. Situazioni di stress prolungato, crisi affettive o difficoltà decisionali beneficiano di un intervento psicologico, che mira a rafforzare le risorse personali e a migliorare le strategie di coping, mentre la psichiatria interviene quando è necessario un trattamento farmacologico.

Spiritualità e salute: il punto di vista ebraico

La conclusione della serata è stata affidata a Gheula Cannaruto Nemni, che ha posto l’accento sulla sacralità del corpo nell’ebraismo. Ha spiegato che il corpo possiede una dignità intrinseca, strettamente legata all’anima (neshamà), e che la sua cura è un dovere religioso espresso attraverso le mitzvot, le “comandamenti” che canalizzano l’energia divina.

In questa ottica, la medicina è vista come uno strumento divino per la guarigione, non in contrasto ma in sintonia con la fede. Avere fiducia nella competenza dei medici e contemporaneamente coltivare una certezza spirituale – la convinzione che tutto andrà per il meglio – rende il percorso di salute più completo e rassicurante.

Edoardo Funaro ha riassunto il messaggio con una frase d’effetto: prendersi cura del proprio corpo è anche proteggere la serenità della famiglia e delle future generazioni di Am Israel. Un invito a vedere la prevenzione non solo come responsabilità individuale, ma come impegno collettivo per il benessere della comunità.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.