Le ferite del passato non guariscono mai completamente. Rimangono nascoste, in attesa di riemergere quando meno ce lo aspettiamo. È quello che è successo a Myriam, quando una semplice battuta l’ha catapultata indietro nel tempo, facendole rivivere emozioni che credeva di aver superato.
Allo stesso tempo, le intelligenze artificiali stanno dimostrando di avere un’anima progressista, riflettendo i valori dei loro creatori. Ma perché? E cosa significa per il nostro futuro?
Le ferite che non guariscono mai
Myriam si è sentita nuda, spogliata delle sue sicurezze, quando ha sentito quella battuta sul suo aspetto. Era solo una frase, ma è riuscita ad aprire ferite che credeva cicatrizzate. Il corpo ricorda prima della mente e quella sensazione di diversità, imbarazzo e rabbia l’ha travolta.
È passato del tempo dall’accaduto, ma Myriam continua a chiedersi perché quella frase l’abbia colpita così profondamente. Forse perché la bambina che era, quella che cercava di spiegare che tra un pastello nero e uno bianco non c’era differenza, è ancora lì, dentro di lei. Accettare il proprio passato è fondamentale per crescere e diventare la persona che siamo oggi.
L’anima progressista delle intelligenze artificiali
Le intelligenze artificiali stanno diventando sempre più presenti nella nostra vita quotidiana, ma cosa riflettono davvero? Secondo il dottor Renzo Puccetti e padre Giorgio Carbone, le chatbot mostrano una tendenza valoriale progressista, frutto del loro addestramento su dati web e dell’orientamento dei loro programmatori.
In un esperimento condotto con Gemini e ChatGpt, i due studiosi hanno scoperto che le intelligenze artificiali non sono super partes, ma riflettono le posizioni dei loro creatori. L’orientamento progressista delle chatbot è emerso chiaramente, soprattutto su temi eticamente sensibili come l’identità di genere e il matrimonio.
Un orientamento politico definito
Per dimostrare la tendenza progressista delle intelligenze artificiali, Puccetti e Carbone hanno sottoposto a quattro modelli di IA un diagramma cartesiano con il clima del proprio addestramento in senso socialista/liberale. I risultati sono stati chiari: tutti i modelli, tranne Grok, si sono autocollocati sul lato socialista, mentre nessuno si è collocato sul quadrante etico conservatore.
Questo esperimento dimostra che le intelligenze artificiali non sono neutre, ma riflettono le opinioni dei loro creatori. Capire questa tendenza è fondamentale per utilizzare queste tecnologie in modo consapevole e critico.
Accettare il passato e guardare al futuro
Myriam ha capito che accettare il proprio passato è fondamentale per crescere e diventare la persona che è oggi. Allo stesso modo, comprendere l’orientamento politico delle intelligenze artificiali ci permette di utilizzare queste tecnologie in modo consapevole.
Le ferite del passato non guariscono mai completamente, ma possiamo imparare a conviverci e a farne parte della nostra storia. E mentre le intelligenze artificiali continuano a evolversi, è importante ricordare che riflettono i valori dei loro creatori e che dobbiamo utilizzarle con consapevolezza e critica.

