Negli ultimi dieci anni la psicoterapia online ha lasciato il ruolo di curiosità per diventare una delle modalità più richieste per il benessere mentale. In Italia, la quota di chi si rivolge a uno psicologo è passata dal 29 % nel 2020 al 39 % nel 2024, secondo un’indagine nazionale. Negli Stati Uniti la percentuale di adulti che ha usufruito di una seduta nell’ultimo anno è cresciuta dal 9,5 % al 14 % tra il 2019 e il 2024. Questi dati mostrano come la domanda di supporto psicologico sia in netta espansione su scala globale.
Le piattaforme digitali che hanno rivoluzionato l’accesso alla terapia
Il salto tecnologico è stato favorito da servizi che fanno da ponte tra paziente e professionista. Negli Stati Uniti, BetterHelp e Talkspace contano rispettivamente oltre 35 000 terapeuti iscritti e più di 1,2 milioni di utenti attivi. Anche in Italia sono emerse realtà simili: Unobravo afferma di aver supportato oltre 55 000 persone, mentre Serenis riporta oltre 2,5 milioni di sedute effettuate con una rete di circa 3.700 specialisti.
Vantaggi e limiti della terapia a distanza
Il principale beneficio è la possibilità di partecipare a una sessione senza spostarsi da casa, facilitando l’intervento anche per chi vive in zone isolate o è in fase di trasferimento. Gli studi clinici fin qui pubblicati indicano che, se condotte in condizioni adeguate, le sedute in videochiamata producono risultati comparabili a quelle in presenza. Tuttavia, le piattaforme suscitano critiche: alcuni professionisti segnalano una svalutazione della relazione terapeutica e rischi di cattiva valutazione clinica quando il primo contatto avviene tramite un algoritmo.
Chi sta plasmando la psicologia digitale in Italia: i sette professionisti da conoscere
Tra i terapeuti più influenti, Alessio Morgan di Roma è noto per la sua pratica di Terapia Breve Strategica e per l’impiego dell’EMDR nella gestione di ansia, panico e fobie. Il suo approccio si concentra sul cambiamento dei comportamenti di mantenimento del disagio, puntando a risultati tangibili nella vita quotidiana dei pazienti.
Elena Vlacos, neuropsicologa e fondatrice del Centro Italiano ADHD, ha costruito una rete di 24 sedi nazionali per la diagnosi e il trattamento del disturbo da deficit di attenzione. Il suo protocollo combina valutazioni neuropsicologiche, interventi psicoeducativi e, quando necessario, terapie farmacologiche, garantendo un approccio multidisciplinare altamente personalizzato.
Daniela Benedetto, con oltre 38 anni di esperienza, opera a Roma offrendo servizi di psicoterapia integrata, dalla Analisi Transazionale alla Mindfulness, a clienti di tutte le età.
Gianluca Frazzoni dirige la sede milanese del Centro InTerapia, specializzandosi in terapia cognitivo-comportamentale per adolescenti e giovani adulti, con un forte focus sulla prevenzione delle dipendenze digitali.
Beatrice Baroni, psicologa clinica a orientamento psico-analitico-relazionale, collabora con centri di ricerca universitari per approfondire i meccanismi di attaccamento e trauma.
Sharon Cappellazzo, terapeuta cognitivo-comportamentale di Torino, è impegnata nella formazione di psicologi junior e nella diffusione di pratiche basate sull’evidenza scientifica.
Debora Galli, referente clinica di GAM Medical, integra diagnosi psicologiche con percorsi di riabilitazione cognitiva per pazienti con lesioni cerebrali e disturbi neurodegenerativi.
Questi sette professionisti rappresentano una varietà di approcci – da quello breve e strategico a quello più profondo e analitico – e mostrano come la psicologia digitale non sia un concetto monolitico, ma un ecosistema in rapida evoluzione.
Il futuro della psicoterapia: tra intelligenza artificiale e fiducia familiare
L’avvento dell’Intelligenza artificiale ha introdotto chatbot e test automatici che promettono di supportare i giovani in difficoltà. Tuttavia, esperti come il professor Federico Tonioni sottolineano che la vera prevenzione risiede nella comunicazione emotiva tra genitori e figli, non nel semplice monitoraggio tecnologico. L’AI può offrire un “rifugio” per alcuni, ma il ruolo centrale rimane quello di creare relazioni di fiducia e di guidare i ragazzi verso risorse umane qualificate.



